• Articolo , 2 febbraio 2011
  • Gran Bretagna, è finita l’Età del carbone: l’eolico offre maggiore occupazione

  • Il Warwick University’s Institute for Employment Research e il Cambridge Econometrics hanno stimato cifre importanti per quel che concerne l’energia del vento: quest’ultima è in grado di fornire lavoro a molte più persone rispetto al comparto minerario, con una netta preponderanza per gli impianti onshore su larga scala

(Rinnovabili.it) – La forza lavoro britannica si sposta decisamente verso i settori più “verdi”: il dato, una conferma dell’impegno in questo senso del governo di Londra, giunge direttamente da RenewableUk, l’associazione che raggruppa l’industria delle fonti rinnovabili. L’ultima pubblicazione è letteralmente dominata dalle percentuali del settore dell’energia eolica, in grado di fornire più occupazione rispetto all’intero comparto minerario di Sua Maestà. Le statistiche hanno infatti messo in luce una crescita del 91% da parte delle figure professionali che vengono impiegate nell’ambito dell’energia del vento, un incremento che si è verificato nell’arco di un quadriennio, dal 2007 fino allo scorso anno. La recessione globale ha favorito senz’altro la disoccupazione, ma questo fenomeno non sembra interessare le energie rinnovabili; se si pensa al contemporaneo declino delle altre occupazioni (-3,4%), allora si comprende quanto importante sia stato tale exploit. Le cifre pubblicate dall’associazione sono state ricavate dal Warwick University’s Institute for Employment Research e dal Cambrige Econometrics. In che modo bisogna leggere il documento? La ricerca ha riguardato ben 253 compagnie britanniche operanti nell’ambito dell’energia eolica e del mare: dei circa 10.800 dipendenti, oltre la metà si occupava di impianti onshore e attivi su larga scala nel 2007, cifra che è poi lievitata, visto che ora sono ben 9.200 gli occupati in questa tipologia di centrali. D’altronde, ci si poteva attendere un risultato simile: nel solo terzo trimestre del 2010 risultava che il contributo delle fonti rinnovabili per quel che concerne la produzione di energia elettrica fosse pari all’8,6%, una percentuale da spartire equamente tra eolico da una parte e le altre energie dall’altra.