• Articolo , 25 luglio 2008
  • Gran Bretagna: meno figli per salvare il pianeta

  • Inedita teoria di studiosi britannici che legano il problema dell’effetto serra a quello della natalità, soprattutto nei paesi industrializzati, dove ogni individuo consuma e inquina di pù

Secondo un editoriale uscito sulla rivista medica “British Medical Journal”, i cittadini britannici dovrebbero programmare non più di due figli a coppia, nostro per ridurre l’impatto ambientale sul pianeta già sovrappopolato.
Questa almeno la tesi di John Guillebaud, professore per la pianificazione famigliare all’University College of London e autore dell’articolo. Sollecita, infatti, i medici di base a spiegare ai propri assistiti la necessità della pianificazione familiare.
Nonostante la crescita demografica mondiale sia in continua diminuzione dagli anni ’80, le ONU hanno rilevato che la popolazione mondiale è cresciuta di 76 milioni di persone negli ultimi 100 anni e questo significa una crescita dei gas serra, oltre ad un maggiore sfruttamento delle risorse planetarie. Quindi, per i ricercatori dell’Optimum Population Trust, occorre una riflessione sulla crescita della popolazione: ogni neonato in Gran Bretagna produce emissioni a effetto serra che 160 volte superiore a quanto prodotto da un bambino in Europa.
Secondo il professor Guillebaud sarebbe sufficiente diminuire da 1,91 a 1,7 la media della natalità in Gran Bretagna per dimezzare la popolazione nazionale nel giro di sei generazioni.