• Articolo , 6 ottobre 2009
  • Grandi investimenti per il futuro del solare

  • Il problema degli elevati costi di produzione nell’industria del solare, sta evidentemente avendo un effetto volano sugli investimenti nella ricerca di nuove tecnologie più efficienti e meno care per produrre energia dal sole. In questo senso tornano di attualità alcune promettenti start up, che proprio sulla ricerca tecnologica applicata alle rinnovabili hanno incentrato il loro […]

Il problema degli elevati costi di produzione nell’industria del solare, sta evidentemente avendo un effetto volano sugli investimenti nella ricerca di nuove tecnologie più efficienti e meno care per produrre energia dal sole. In questo senso tornano di attualità alcune promettenti start up, che proprio sulla ricerca tecnologica applicata alle rinnovabili hanno incentrato il loro business. Una di queste, Wakonda Technologies, società di Boston fondata nel 2005 da Les Fritzemeier e dal professor Ryne Raffaelle dell’Istituto di Tecnologia di Rochester, ha di recente comunicato di aver raggiunto un importante accordo con alcuni fondi di private equity per sviluppare celle solari ad altissima performance rispetto a quelle tradizionali in silicio mono o policristalline, che risultano sicuramente ancora troppo care per una efficienza tutto sommato modesta. La società nata come una sorta di scommessa da parte di due brillanti studiosi, trasferita la sede a New York è stata premiata nel 2007 come la azienda verde dell’anno in America. Wakonda che fin da principio ha fatto della ricerca sul miglioramento dell’efficienza delle celle solari una ragione di vita, ha ottenuto un finanziamento di 9,5 milioni di dollari da ATV(Advanced Technology Ventures), General Catalyst Partners, Polaris Venture Partners, Applied, Ventures, LLC e dal fondo Massachusetts Green Energy per lo sviluppo di un nuovo materiale già brevettato in grado di produrre celle solari a basso costo e ad altissima efficienza. I primi esperimenti hanno dimostrato che queste nuove celle sono in grado di produrre un efficienza di circa il 30% contro una media di quelle attualmente in commercio che si attesta sul 15-17%. “Noi stiamo attivamente lavorando per ridurre il costo degli impianti solari e per rendere l’energia solare competitiva rispetto a quella elettrica tradizionale” ha detto il cofondatore della società Les Frizmeier. Questa importante iniezione di liquidità da parte di un gruppo di investitori professionali dimostra come lo sforzo compiuto fin qui dalla piccola società di Boston sembra possa presto dare i frutti sperati. Il progetto di Wakonda, secondo le prime indiscrezioni, verterebbe soprattutto sulla applicazione di nuovi materiali per le celle solari, come l’arseniuro di gallio, che è caratterizzato da un’alta mobilità dei portatori liberi di carica (elettroni e lacune), per cui viene usato nei dispositivi elettronici ad altissima velocità. Secondo i vertici della società l’utilizzo di questo materiale per la produzione di celle solari sarebbe la soluzione di volta per avere alta efficienza a basso costo. Questo accordo segue di poco quello stipulato da un altra importante start up americana, la 1336 Tecnhologies, che ha ottenuto circa 12 milioni di dollari di nuovi finanziamenti per sviluppare nuove futuristiche cellule solari in grado di catturare maggiori fotoni sulla propria superficie e quindi maggiore conducibilità elettrica. Nel 2012 la società è sicura, in tal modo di riuscire a produrre un modulo ad un costo di produzione di 1 dollaro per watt.