• Articolo , 27 gennaio 2011
  • “Green energy”: per una gestione sostenibile della risorsa acqua nelle Alpi

  • Si è aperto oggi, nel palazzo della Regione, il convegno “Green energy: energia verde e sviluppo sostenibile nelle Alpi”. Durante le due giornate saranno poste sotto la lente di ingrandimento la Direttiva Energie rinnovabili (RES 2009/28) e la Direttiva Europea acque (WFD 2000/60), per fare il punto sulle diverse applicazioni e criticità riscontrate in varie […]

Si è aperto oggi, nel palazzo della Regione, il convegno “Green energy: energia verde e sviluppo sostenibile nelle Alpi”. Durante le due giornate saranno poste sotto la lente di ingrandimento la Direttiva Energie rinnovabili (RES 2009/28) e la Direttiva Europea acque (WFD 2000/60), per fare il punto sulle diverse applicazioni e criticità riscontrate in varie regioni e paesi dell’arco alpino.

Questa mattina la Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione Trentino Alto Adige di Piazza Dante era al completo per l’atteso convegno internazionale sulla gestione sostenibile delle acque: alle due giornate partecipano esperti di provenienza universitaria e amministratori pubblici, ma anche diversi relatori stranieri, per discutere di questo delicato argomento in un’ottica di azione coordinata e congiunta. Alla cerimonia di avvio, ll vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, nonché assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti Alberto Pacher, che ha fin da subito definito “’ottima idea” questo incontro, sia per ribadire l’importanza che riveste una corretta gestione dell’elemento acqua, sia per accelerare l’azione che consenta una sempre maggiore salvaguardia delle Alpi, “un patrimonio che rappresenta per tutti noi un’assoluta rilevanza per custodire la biodiversità”. Nello specifico dell’utilizzo dell’acqua in campo idroelettrico, la vera sfida sarà quella di trovare un giusto equilibrio fra incremento della produzione di energia e protezione dell’ambiente, attraverso una valutazione trasparente degli interessi in gioco e il rispetto dei criteri di sostenibilità. “Per raggiungere questo traguardo – ha concluso l’assessore Pacher – sarà di fondamentale importanza un’azione coordinata tra i vari attori in gioco; solo così si potrà mirare ad un altro importante obiettivo per la Provincia autonoma di Trento: rappresentare per l’immediato futuro un punto di riferimento per tutta l’Europa in fatto di gestione sostenibile delle acque.”
Il convegno è poi proseguito con l’intervento del direttore dell’Appa Fabio Berlanda, del segretario generale della Convenzione delle Alpi Marco Onida, del presidente del Centro Civiltà dell’acqua Pier Francesco Ghetti e via via di numerosi altri esperti che partendo dalle Direttive europee prese in esame, hanno poi spaziato anche su altre tematiche, ineternti lo sviluppo sostenibile e in generale i modelli di sviluppo che possiamo immaginare per il futuro dell’arco alpino.
La Direttiva europea acque (2000/60) è stata definita, per molti versi, “rivoluzionaria”. Si tratta infatti della prima direttiva europea ad essere stata battezzata “framework”, ovvero “quadro”, proponendosi di riorganizzare e integrare una legislazione preesistente prima molto frammentata e con competenze e reponsabilità distibuite fra tanti soggetti diversi. L’obbiettivo è raggiungere il “buono stato ecologico” dei sistemi acquatici entro il 2015, conciliando le esigenze dell’economia con quelle dell’uomo e dell’ambiente in cui vive.
A sua volta l’energia idroelettrica è una fonte di energia rinnovabile e “pulita” sotto il profilo delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. La Direttiva che la riguarda chiede di conciliare le esigenze di produzione di energia con le funzioni ecologiche dei corsi d’acqua. A complicare le cose, il mini-idroelettrico, disciplinato dalla legge 308 del 1982, che stabilisce che anche i privati possano produrre energia utilizzando centraline inferiori ai 3 megawatt. L’investimento può risultare interessante per i privati, sotto il profilo dei costi contenuti e dei tempi di ammortamento. Ma quale danno per le comunità locali?
La situazione, dunque, è quantomai complessa. Gli obiettivi posti dalle due Direttive sono di per sé entrambi condivisibili: ma la loro applicazione può dare luogo, nella pratica, a interpretazioni contrastanti e persino conflittuali tra loro. Ne derivano prospettive per cui altre fonti di energia rinnovabile sembrano assumere maggiore sostenibilità in un ambiente delicato come quello alpino.
Il convegno prosegue questo pomeriggio e domattina, sempre alla regione. Domani pomeriggio, dalle 14 alle 15.30, la tavola rotonda conclusiva.