• Articolo , 9 dicembre 2009
  • Greenpeace, attivisti al Colosseo per chiedere di “Agire Ora”

  • Otto ambientalisti hanno deciso, nella notte, di affiggere uno striscione enorme sul monumento simbolo della capitale: 300 mq per dire “Copenhagen: Accordo storico adesso, Make history now!”

(Rinnovabili.it) – Durante la notte otto attivisti di Greenpeace, sei uomini e due donne, hanno scalato il Colosseo e posizionato uno striscione di 300 mq per sensibilizzare e convincere i ‘grandi del clima’ ad accogliere “impegni ambiziosi e vincolanti per la riduzione dei gas serra” lanciando lo slogan “Copenhagen: Accordo storico adesso, Make history now!”, mentre cinquanta volontari hanno composto con i loro corpi una scritta umana ai piedi del monumento sempre a ricordare la necessità di un’azione repentina.
Il tempismo sembra essere l’unica soluzione ai problemi climatici che stanno affliggendo il Pianeta e che potrebbero aggravarsi qualora la temperatura globale dovesse aumentare ancora.
Oggi è il terzo giorno della Conferenza di Copenhagen e si avvicina il momento della fatidica discussione per fissare i limiti delle emissioni di CO2.
A fare il primo passo dovranno essere i Paesi industrializzati non solo proponendo obiettivi di riduzione ambiziosi entro il 2020, ma anche garantendo risorse finanziarie necessarie al sussidio dei Paesi poveri maggiormente colpiti dai danni causati dal climate change ed a quelli in via di sviluppo perchè la loro crescita economica possa avvenire nella piena sostenibilità. “L’Europa deve inoltre impegnarsi a fornire risorse finanziarie pubbliche pari almeno a 35 miliardi di euro per i Paesi in via di sviluppo”, ha dichiarato Francesco Tedesco, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.
“Domani a Bruxelles si aprirà un nuovo incontro dei Capi di Stato europei, – si legge in una nota stampa – che affronteranno la loro posizione sul clima, proprio in vista di Copenhagen. Chiediamo all’Europa di innalzare il proprio obiettivo unilaterale di riduzione delle emissioni come indicato dalla scienza, portandolo dall’attuale 20% al 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. L’Europa deve inoltre impegnarsi a fornire risorse finanziarie pubbliche pari almeno a 35 miliardi di euro per i Paesi in via di sviluppo”.