• Articolo , 25 novembre 2008
  • Greenpeace: aziende elettroniche ancora poco attente al clima

  • Le multinazionali dell’hi-tech potrebbero fare una grande differenza per evitare una crisi del clima, da una parte tagliando le proprie emissioni e dall’altra chiedendo ai governi di fare lo stesso, ma ancora nessuna è pronta ad essere leader della battaglia

Le grandi aziende dell’hi-tech deludono le aspettative di impegno nei confronti dei cambiamenti climatici e lo fanno dalla decima edizione dell’ “Ecoguida”:http://www.greenpeace.org/italy/campagne/inquinamento/hi-tech/eco-guida-x di Greenpeace classifica che dal 2006 tiene d’occhio 18 multinazionali dell’elettronica e la loro eco-coscienza. Risulta così che nonostante i piccoli miglioramenti il settore ha fatto propri in quest’anni (dall’eliminazione delle sostanze tossiche alla gestione dei rifiuti elettronici) la maggior parte delle aziende prese in considerazione si dimostrano ancora “poco attente” in materia di clima ed energia. In sintesi: molto green marketing, ma poca pratica.
In vetta alla graduatoria Nokia, l’unica con una quota impiegata di energia rinnovabile del 25% e l’obiettivo di elevarla al 50% entro il 2010. Restano notevolmente indietro invece Motorola, Microsoft, Dell, Apple, Lenovo, Samsung, Nintendo ed LG Electronics, a causa della mancanza di piani per tagliare le proprie emissioni di gas serra e senza nessun supporto degli obiettivi da rispettare per evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici. Miglioramenti complessivi si sono ottenuti sull’efficienza energetica dei prodotti: metà delle aziende ora si posiziona con un punteggio superiore a 5/10. Solo tre aziende, invece, Fujitsu Siemens Computers, Philips e Sharp, supportano il livello di tagli dei gas serra individuato dalla scienza, mentre Philips e HP ottengono il massimo punteggio per l’impegno nel ridurre le emissioni dei propri impianti e dalla catena di approvvigionamento.
“Sembra che le multinazionali dell’elettronica non si preoccupino affatto di quanto sia urgente tagliare le emissioni globali di gas serra” dichiara Vittoria Polidori, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. “E’ deludente vedere che queste aziende così innovative e in rapido cambiamento non diventino leader in campo climatico, nonostante il prezioso business che ne ricaverebbero”.