• Articolo , 4 febbraio 2010
  • Greenpeace: con le Smart Grid le rinnovabili salveranno il clima

  • Lins (EREC): con le reti intelligenti “il mercato delle rinnovabili può crescere a doppia cifra fino al 2050 e superare in dimensione l’industria fossile”.

(Rinnovabili.it) – Immaginate un futuro dove le fonti rinnovabili siano in grado di tenere le luci accese 24 ore su 24, sette giorni a settimana. Per Greenpeace non si tratta di uno volo di fantasia ma delle potenzialità che, se ben sfruttate, le energie “verdi” possono dimostrare in un domani non troppo lontano. E per tracciare la strada sul come e sul quando l’associazione ambientalista, con la collaborazione dell’European Renewable Energy Council (EREC), ha redatto il rapporto “Rinnovabili 24/7 – Una rete intelligente per salvare il clima”:http://www.greenpeace.org/raw/content/international/press/reports/renewables-24-7.pdf, parte dello scenario dell’Energy [R]evolution. Il documento affronta il tema delle Smart Grid e Super grid, ossia delle reti elettriche evolute e ad alta efficienza, elemento chiave per quella trasformazione mondiale entro il 2050 con cui raggiungere un mix energetico costituito al 90% da energie rinnovabili.
“Smart grids e super grids non sono fantascienza ma in alcuni casi sono già realtà. – si legge nel rapporto – Molte isole nel mondo hanno già sperimentato l’utilizzo di micro-reti che connettono tra loro turbine eoliche e pannelli solari fotovoltaici controllate a livello centrale per fornire energia elettrica alle utenze, permettendo anche risparmi considerevoli rispetto all’utilizzo di generatori. I progetti Desertec, per portare energia elettrica in Europa dal deserto del Sahara, e la North Seas Offshore Wind Initiative, rappresentano i primi passi annunciati verso l’interconnessione del sistema elettrico europeo attraverso super grids in HVDC”.

Maggiore efficienza e flessibilità, dunque, e minori emissioni di CO2. Non si tratta però di una scelta solo a favore dell’ambiente: le reti di distribuzione innovative rappresentano un’enorme opportunità economica, specialmente per il settore informatico a cui risultano strettamente interconnesse.
Ma “per fornire all’Europa oltre il 90% di energia da fonte rinnovabile entro il 2050 – scrive Greenpeace – così come mostrato nel rapporto di Greenpeace Energy [R]evolution Europe, la proposta è di rafforzare oltre 5.300 km di connessioni a corrente alternata e 5.100 km di connessioni a corrente continua entro i confini europei e realizzare almeno 15 nuove connessioni super grid in Europa e tra l’Europa e l’Africa, per un totale di almeno 12.000 km”.
I costi per questa proposta ammontano a 209 miliardi di euro che si potrebbero tradurre con un aumento delle bollette europee di circa 0,15 centesimi di euro per kilowattora nei prossimi 40 anni.
“E’ possibile sviluppare una rete intelligente espandendo, contemporaneamente, la fornitura di energia da rinnovabili. – afferma Christine Lins, Segretario Generale di EREC – Il mercato delle rinnovabili può crescere a doppia cifra fino al 2050 e superare in dimensione l’industria fossile. Attualmente il mercato delle rinnovabili vale circa 120 miliardi di dollari e raddoppia ogni tre anni”.
In un tale panorama l’Italia presenta ancora un gap a causa di un’inadeguatezza della rete elettrica che in alcune regioni viene gestita oggi “staccando” il collegamento degli impianti eolici nei momenti di congestione. Ciò limita l’effettiva produzione di queste aree del 30% circa: 0,7 TWh di energia perduta, ovvero una quota del 12% della produzione nazionale da eolico (dati Anev).
“Le nostre analisi indicano una grande possibilità industriale per l’Italia sulle rinnovabili. Registriamo invece segnali crescenti di boicottaggio da parte del Governo, fortemente impegnato nella direzione sbagliata, il ritorno al nucleare per favorire gli interessi di alcune lobby industriali” conclude Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.