• Articolo , 31 marzo 2010
  • Greenpeace: dietro lo scetticismo climatico i soldi del petrolio

  • Secondo l’indagine dell’Associazione il magnate David Koch ha finanziato centri e fondazioni scientifiche da cui sono arrivati i rapporti climatici negazionisti

(Rinnovabili.it) – Relazione allarmante quella pubblicata da Greenpeace International, “Koch Industries: Secretly Funding the Climate Denial Machine”:http://www.greenpeace.org/usa/campaigns/global-warming-and-energy/polluterwatch/koch-industries e che mette in luce un rapporto, per dirla alla maniera dell’associazione ambientalista “sporco”, tra negazionismo climatico a industria del petrolio.
L’inchiesta portata avanti dall’organizzazione ha individuato una società statunitense poco nota al pubblico, di proprietà del miliardario David Koch che possiede e gestisce raffinerie ed oleodotti, coinvolta nel movimento anti-climate change.
L’accusa rivolta al gruppo è semplice: “Al magnate piace scherzare affermando che la Koch Industries è, _la più grande azienda di cui non si è mai sentito parlare_ . Ma i quasi 50 milioni di dollari, che lui e suo fratello Charles hanno tranquillamente indirizzato a gruppi di facciata che negano il cambiamento climatico, è un problema su cui non c’è da scherzare. La nostra nuova indagine dimostra come, tra il 1997 e il 2008, venne dato del denaro a gruppi di lavoro per contrastare l’azione intrapresa contro i cambiamenti climatici”.
Si parla in tutto di 48,5 milioni dollari passati a fondazioni e centri affinché sostenessero e diffondessero “disinformazione climatica”.
“Charles e David hanno tutto l’interesse a prevenire un’azione per il clima: hanno fatto miliardi con la Koch Industries, un gigante del petrolio che è la seconda più grande azienda privata con sede in America e con tentacoli che si estendono in tutto il mondo. E’ il momento che più persone vengano a conoscenza dei fratelli Koch e di quello che stanno facendo”.