• Articolo , 13 novembre 2009
  • Greenpeace distribuisce a Roma ‘pillole anti radiazioni’

  • Il messaggio dell’Associazione ambientalista è quello di diffondere la pericolosità delle attività, e delle conseguenze legate a queste, degli impianti nucleari per la salute dell’uomo e dell’ambiente

(Rinnovabili.it) – Sull’esempio dell’Agenzia di Sicurezza Nucleare francese, Roma si prepara alla distribuzione della ‘pillola anti radiazioni’. Un’iniziativa di dimostrazione questa portata avanti da Greenpeace, da sempre sostenitrice di una politica anti-nucleare, che porta nella capitale la “Farmacia Nucleare” ambulante per la distribuzione di materiale informativo. Lo scopo del progetto, che si concretizza attraverso la simulazione di una finta emergenza, nell’ipotesi di una fuoriuscita di sostanze radioattive per tutti quegli individui che abitano ad una distanza di circa 10Km dalle suddette centrali, consiste appunto nella distribuzione di “Nuclease65”:http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/ioduro-nucleare.pdf, scatole di finte pillole allo iodio. Queste sarebbero utili, in uno eventuale stato di emergenza radioattiva, a ‘saturare’ la tiroide con lo iodio. Il vero farmaco serve a saturare la tiroide di Iodio, riducendo il rischio di assorbire lo Iodio-131, uno degli elementi radioattivi emesso dalle centrali nucleari, nonostante abbia un effetto solo sulla ghiandola in questione senza dunque alcun effetto su altri organi del corpo sensibili a molti altri elementi radioattivi come il Cesio-137, lo Stronzio-90, il Plutonio-239. Francesco Tedesco, a capo della Campagna Energia e Clima di Greenpeace ha dichiarato “che l’attuale strategia energetica di rilancio del nucleare e del carbone serve solo ad impedire lo sviluppo di efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, con i quali è possibile combattere i cambiamenti climatici”. E per dare più spessore all’azione l’associazione ha consegnato vere pillole allo Iodio da 65 mg alle Giunte regionali di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia, le quattro regioni in lizza ad ospitare un reattore. “Chiediamo al governo – ha concluso Tedesco – di abbandonare questa strada pericolosa, e puntare verso la rivoluzione energetica dell’ efficienza e delle rinnovabili su cui tutti a parole sono daccordo”.