• Articolo , 7 ottobre 2008
  • Greenpeace e Legambiente divisi sulle norme Ue votate oggi

  • La votazione dell’europarlamento che ha sposato l’interpretazione più restrittiva sulla regolamentazione delle emissioni dei gas serra, ha suscitato i commenti positivi di Legambiente, mentre ha provocato le critiche di Greenpeace

Reazione differenti per i risultati della votazione dell’europarlamento sulla regolamentazione delle emissioni di gas serra e sulla normativa inerente alle quote CO2. Infatti Legambiente esprime la sua soddisfazione: “Ora il governo italiano dovrà smetterla con le richieste di riduzione degli impegni e sbrigarsi a correre ai ripari se non vorrà rimanere l’eterna zavorra dell’Ue e accollare agli italiani anche i costi miliardari delle multe. – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – Basta quindi con le richieste di sconti. Il voto di oggi dimostra che non esiste alcuna sponda per le lamentele del governo italiano e che gli obiettivi di riduzione sono realmente perseguibili. La lotta ai mutamenti climatici richiede interventi in linea con il resto dei governi e l’Italia farebbe bene a sfruttare l’occasione investendo con più forza in innovazione tecnologica nelle fonti rinnovabili come elementi più appropriati per il rilancio dell’economia reale”.
Molto diversa invece la valutazione del Greenpeace che non nasconde le sue perplessità. “Il Parlamento ha confermato che l’obiettivo unilaterale per la riduzione dei gas serra scatterà al 30% in caso di raggiungimento di un accordo internazionale per la seconda fase di Kyoto. Tuttavia – ribadisce Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace – sono stati stanziati nuovi sussidi all’industria del carbone, concedendo crediti di CO2 per 10 miliardi di euro a progetti di cattura e sequestro della CO2 (CCS). La patata bollente passerà ora nelle mani del Consiglio europeo dell’energia il prossimo 10 ottobre. E’ impensabile lasciare alle spalle l’era oscura delle fonti fossili se l’Europa continua a elargire nuovi incentivi. La CCS è una truffa per tenere in piedi l’industria del carbone, abbiamo invece bisogno di una rivoluzione energetica pulita adesso”.