• Articolo , 31 ottobre 2008
  • Greenpeace: eolico, la strategia vincente a breve termine

  • L’organizzazione ha presentato il nuovo rapporto “Global Wind Energy Outlook 2008” che incorona la Cina come la futura regina nella produzione di turbine e apparecchiature in grado di catturare l’energia del vento

Nell’urgenza dettata dall’attuale situazione di crisi mondiale, è l’energia eolica la tecnologia giusta per riusciread ottenere una riduzione delle emissioni inquinanti, occupazione ed una rapida risposta alla domanda energetica globale. Questo in poche parole quanto contenuto nel nuovo rapporto “Global Wind Energy Outlook 2008”, presentato a Pechino da Greenpeace e dal GWEC (Global Wind Energy Council). La scelta di Pechino non è stata casuale, dal momento che il mercato eolico cinese è attualmente in avanzata fase di sviluppo tanto da lasciar prevedere che entro la fine del 2009 la Cina dominerà la classifica di produttori di turbine e apparecchiature eoliche. Secondo le previsioni contenute nel rapporto del rapporto al 2020 il 12% del fabbisogno energetico mondiale potrebbe arrivare dal vento, percentuale che potrebbe anche superare il 30% per il 2050. “Abbiamo pochi anni per ridurre le emissioni mondiali di CO2 e l’eolico avrà un ruolo cruciale. Nessun’altra tecnologia è in grado di fornire un tale contributo su scala mondiale in tempi così ristretti” afferma Steve Sawyer, segretario Generale del Gwec. Il settore della produzione di energia elettrica è da solo responsabile di circa il 40% delle emissioni mondiali di CO2, ma un’ampia strategia focalizzata sullo sviluppo di questa fonte rinnovabile permetterebbe di risparmiare in 12 anni circa 10 miliardi di tonnellate di CO2, pari al doppio di quanto emesso dalla Cina nel 2005. “Oltre ai benefici per l’ambiente, l’eolico è un settore in grado di sostenere l’economia in un periodo di recessione – afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – sono circa 350 mila i ‘colletti verdi’ che lavorano già oggi nell’industria eolica, e il dato sugli occupati salirà a oltre 2 milioni al 2020”.