• Articolo , 27 ottobre 2010
  • Greenpeace-EPIA: entro il 2020 dal fotovoltaico il 5% dell’energia mondiale

  • Pubblicato oggi dalla European Photovoltaic Industry Association e da Greenpeace International il rapporto “Solar Generation 2010″ che rileva come al 2020 il fotovoltaico potrà coprire il 5% della domanda energetica mondiale

(Rinnovabili.it) – Il fotovoltaico sarà una delle fonti di produzione energetica protagonista dei prossimi dieci anni ma con un potenziale di crescita ancora molto ampio soprattutto da qui al 2030. A rilevare l’ottimo andamento della produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica a livello mondiale è stato il rapporto “Solar Generation 2010”:http://www.greenpeace.org/international/Global/international/publications/climate/2010/SolarGeneration2010.pdf curato e diffuso oggi da EPIA e da Greenpeace International. Un rapporto che evidenzia come al 2020 il fotovoltaico potrebbe essere in grado di coprire circa il 5% della domanda energetica mondiale. Una percentuale destinata a salire fino a 9% se si calcola come periodo di riferimento un arco di venti anni da qui al 2030.
Il rapporto fornisce un quadro analitico su investimenti, benefici ambientali ma soprattutto sul potenziale di crescita di una delle fonti rinnovabili più diffuse su tutto il pianeta e traccia un altrettanto dettagliato quadro degli investimenti del comparto. Investimenti che dovrebbero passare dai 35 miliardi di euro attuali ai circa 70 del 2015. Ma allo stesso tempo, secondo il report, anche i costi degli impianti e delle componenti fotovoltaiche saranno destinati a rimodellarsi facendo registrare una possibile flessione anche del 40% in meno rispetto ai costi attuali.
Tra le previsioni avanzate dall’associazione ambientalista e dalla European Photovoltaic Industry Association c’è anche un possibile fenomeno di livellamento dei prezzi elettrici sui mercati tali da rendere altamente competitivi, per le famiglie dei paesi industrializzati, i costi dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici rispetto a quelli dell’energia prodotta da fonti tradizionali. Una vera “grid parity” – come la definisce l’indagine – che potrebbe cambiare in maniera significativa il futuro del mercato del fotovoltaico a livello globale.