• Articolo , 8 luglio 2008
  • Greenpeace: l’accordo del G8 è solo slogan senza sostanza

  • L’associazione sottoscrive pienamente quanto dichiarato oggi dal Ministro dell’Ambiente del Sud Africa, Marthinus van Schalkwyk, giudicando non abbastanza l’accordo sul clima raggiunto dal vertice giapponese

“L’accordo non indica alcun anno di riferimento rispetto a cui si vuole operare tale riduzione, e non ha alcun obiettivo intermedio vincolante, come invece richiesto all’interno delle negoziazioni delle Nazioni Unite” sono le parole di Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace, in riferimento all’accordo sul clima raggiunto dal G8 per dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050. “Per salvare il Pianeta dai peggiori impatti dei cambiamenti climatici occorre che i grandi del mondo decidano di fissare un obiettivo di riduzione di almeno il 50% al 2050 rispetto ai livelli del 1990 a livello globale. Questo vuol dire che i Paesi industrializzati dovranno operare abbattimenti superiori all’80%”. Secondo Greenpeace, “il Meeting delle maggiori economie (MEM) promosso da Bush che si svolgerà domani ai margini del G8 sarà l’ennesimo incontro farsa per nascondere agli occhi del mondo che gli USA si oppongono a qualunque obiettivo di riduzione vincolante per le emissioni di gas a effetto serra”. L’incontro andrebbe, infatti, ad escludere quei Paesi che risentono maggiormente per i cambiamenti climatici, tendendo a minare i negoziati sul clima delle Nazioni Unite. “Gli incontri MEM di Bush sono un’inutile perdita di tempo e dovrebbero, come lo stesso Bush, essere consegnati alla storia. Siamo d’accordo che i governi abbiano incontri produttivi per salvare il clima globale, ma chi sta pagando già oggi le conseguenze del cambiamento del clima deve poter sedere al tavolo delle decisioni. Escludere i Paesi più vulnerabili non può contribuire al raggiungimento di un accordo globale entro il 2009″ conclude Tedesco.