• Articolo , 3 febbraio 2011
  • Greenpeace lancia l’allarme sulla salute del suolo indiano

  • Il rapporto “Of soils, subsidies and survival” dell’associazione ambientalista è stato molto chiaro: sono necessari maggiori sussidi in favore dei fertilizzanti ecologici, così da impedire nuovi problemi per i terreni

(Rinnovabili.it) – L’India deve cominciare a preoccuparsi per le condizioni in cui versa il proprio suolo: l’ultimo rapporto di Greenpeace dal titolo “Of soils, subsidies and survival”, ha messo in luce il progressivo deterioramento che sta coinvolgendo i terreni della nazione asiatica, sempre più bisognosi di drastici interventi al fine di prevenire ulteriori problemi. Nelle pagine del documento l’associazione ambientalista ipotizza la creazione della *National Ecological Fertilisation Mission,* progetto che prevedrebbe sussidi economici adeguati da destinare all’impiego di fertilizzanti ecologici. La salute ambientale indiana non è delle migliori, specialmente se ci si riferisce ad alcune zone specifiche del paese come i distretti di Assam, Orissa, Karnataka e Punjab. Inoltre, bisogna considerare che la grave situazione è risultata dal monitoraggio di circa mille agricoltori, il quale ha consentito di comprendere il possibile impatto delle politiche di gestione del suolo in questi luoghi. In particolare, l’utilizzo fin troppo intensivo di sostanze chimiche e il loro sostegno aggressivo hanno reso i contadini eccessivamente dipendenti da risorse esterne: lo sfruttamento di simili fertilizzanti è stato indiscriminato ed è proprio per questo motivo che lo stato di salute del terreno e la futura sicurezza alimentare sono a rischio. Tra l’altro, il governo indiano non ha investito più di tanto in questa direzione, tanto da far prevalere nettamente le spese per fertilizzanti chimici (circa 50.000 rupie) su quelle per i fertilizzanti ecologici (soltanto 5.300 rupie).