• Articolo , 18 gennaio 2011
  • Greenpeace, per la Cina un invito a fare di più per l’ambiente

  • La Cina annuncia nuovi obiettivi di riduzione degli inquinanti in atmosfera, ma l’Associazione ambientalista invita la Repubblica ad agire concretamente, fissando nuovi limiti di emissione per il settore industriale e il comparto auto e mobilità

(Rinnovabili.it) – Il gruppo ambientalista Greenpeace ha commentato positivamente l’annuncio della Cina riguardante l’adozione di nuovi piani antiemissioni regionali, necessari per il contenimento e la riduzione degli inquinanti ritenendoli però ancora insufficienti al raggiungimento degli obiettivi ambientali.
Proprio la settimana scorsa il ministro della Protezione Ambientale ha inserito nell’elenco delle sostanze maggiormente dannose per l’atmosfera l’ossido di azoto e l’ammoniaca-azoto che devono essere ridotte dell’1,5%, ma questa sembra non bastare.
“Vista l’urgenza della crisi ambientale in Cina, non è sufficiente puntare alla riduzione di solo quattro inquinanti come obiettivo” ha commentato Ailun Yang di Greenpeace Cina.
Per raggiungere gli obiettivi ambientali le autorità dovranno far in modo che le aziende riducano drasticamente il proprio impatto ambientale, tra cui ad esempio l’industria della carta, il comparto tessili, cuoio e prodotti chimici concentrando la maggior parte dell’attenzione e dell’impegno sul controllo delle emissioni generate dal settore auto e dalla mobilità.
Un grande contributo potrebbe anche giungere dal trattamento delle acque reflue che, grazie ad idonei sistemi di monitoraggio e depurazione potrebbero ridurre drasticamente le emissioni di CO2 andando a multare i trasgressori.
Dopo avere ammesso di essere il maggiore inquinatore a livello planetario la Cina ha anche accettato la necessità di definire nuove politiche e strategie atte alla diminuzione del proprio impatto ambientale, ritenuto ormai insostenibile. Con investimenti per invertire al tendenza inquinante che al momento contano miliardi di dollari a carico di progetti e politiche anti-inquinamento, il paese rimane indietro nella definizione di regole per la diminuzione delle emissioni provenienti dai comparti di produzione temendo un calo della produttività e quindi del beneficio economico. Ma, nonostante gli elevati tassi di emissioni nocive tutt’ora presenti la Cina ha, nel corso dello scorso anno, fissato al 2020 una riduzione degli inquinanti nell’ordine del 40-45% rispetto ai livelli registrati nel 2005, in nome di un futuro tecnologicamente avanzato ma con attenzione all’ambiente.