• Articolo , 29 luglio 2010
  • Greenpeace, tornano le proteste a sostegno delle foreste

  • Nonostante le promesse il colosso della carta e dell’olio di palma Sinar Mas continua a distruggere le foreste pluviali. Greenpeace non ci sta e pubblica un nuovo rapporto che descrive l’attuale condizione delle aree boschive e delle biodiversità minacciate dalla deforestazione

(Rinnovabili.it) – Greenpeace torna a contestare la produzione ‘insostenibile’ di olio di palma e di carta attaccando, in un nuovo “rapporto”:http://www.greenpeace.org/international/Global/international/publications/forests/2010/SMG_ExpandingEmpires.pdf, il gigante del settore asiatico Sinar Mas, che accede ancora a zone boschive di vitale importanza per la sopravvivenza di importanti biodiversità tra cui Orango e rinoceronti bianchi.
E’ “Greenpeace Indonesia”:http://www.greenpeace.org/seasia/id/ ad alzare la testa nella persona dell’attivista Bustar Maitar che ha denunciato la distruzione di ettari di torbiere nonostante i ripetuti inviti all’azienda affinchè interrompesse la pratica nel Borneo, dove, a causa della deforestazione si registra il rilascio di una enorme quantità di CO2. “Le nostre fotografie forniscono nuove prove che la Sinar Mas continua a distruggere quel che rimane delle foreste pluviali e delle torbiere”, si legge nel nuovo report sulle attività della società incriminata. Recentemente ostacolata da aziende che fino a poco tempo prima acquistavano olio di palma e carta destinata al packaging proprio dalla Sinar Mas, tra cui Nestlè e Unilever, la società indonesiana continua a distruggere indisturbata ogni giorni ettari di foresta nonostante le vecchie promesse a favore di nuove politiche attente all’ambiente e alle biodiversità.
“Sinar Mas è il principale produttore di olio di Palma in Indonesia. È loro dovere dare il buon esempio, e questo è il motivo per cui li abbiamo presi di mira. Saremmo più che felici di fermare questa campagna” ha riferito Maitar.