• Articolo , 27 marzo 2009
  • Hearthour: un’ora al buio per un futuro di luce sostenibile

  • Domani una manifestazione globale che testimonia, la volontà di circa un miliardo di persone di lottare per le energie rinnovabili, la difesa dell’ambiente e del clima, l’utilizzo delle energie rinnovabili

Ben 2848 città, 83 Paesi, oltre 60 capitali, 1 miliardo di persone. Questo sono i numeri che faranno dell’Hearthour una manifestazione senza precedenti. Un’ora di buio in tutto il mondo (per l’Italia dalle 20,30 e le 21.30) per mandare un messaggio a tutti quelli che governano e decidono, ma anche una testimonianza di coloro che vogliono un cambiamento nella politica energetica, che spingono per il risparmio energetico, l’adozione di energie non inquinanti e la difesa dell’ambiente e del clima.
La manifestazione organizzata anche quest’anno dal Wwf parte dall’arcipelago Chatham, dove le 20,30 locali saranno staccati i generatori (lì non c’è corrente elettrica). Il testimone passa di mano dopo 45 minuti alla Nuova Zelanda, due ore dopo all’Australia orientale (al buio Sydney e Melbourne), quindi Seoul, poi Pechino, fino a Mosca, Atene, Città del Capo, Parigi, Londra, per arrivare infine a Las Vegas.
Spenti anche le icone dei varie parti del mondo: la Sky Tower di Auckland l’Acropoli di Atene, la Tour Eiffel, da Piccadilly Circus al Cristo Redentore di Rio, alle Cascate del Niagara. Tra i testimonal ricordiamoDesmond Tutu, Rita Levi Montalcini, il premio Oscar Cate Blanchett, l’astrofisica Margherita Hack e l’astronauta Roberto Vittori.