• Articolo , 8 marzo 2011
  • Hedegaard: con la “Roadmap to 2050” raggiungeremo il –80% delle emissioni

  • Meno emissioni grazie alla collaborazione a breve termine di tutte le nazioni. Con questa indicazione la Hedegaard commenta la pubblicazione della “Roadmap to 2050”, il percorso per una Europa che costruisce la propria green economy

(Rinnovabili.it) – Per il Commissario europeo per il Clima, Connie Hedegaard, il taglio dell’80% delle emissioni europee rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050 è “operativamente e tecnicamente conveniente” a patto che gli Stati Membri raggiungano gli obiettivi più audaci nel corso del decennio prossimo.
La dichiarazione, contenuta nella “Roadmap al 2050″:http://ec.europa.eu/clima/policies/roadmap/index_en.htm, segna la strada verso la decarbonizzazione dell’economia UE, garantendo al contempo l’aumento delle attività e dei posti di lavoro. Una mossa questa che, secondo una parte dei colleghi del Commissario, potrebbe farla entrare in rotta di collisione con altri omologhi, soprattutto vista l’insistenza della Hedegaard sul raggiungimento degli obiettivi di riduzione del 20% dei gas climalteranti entro il 2020.
Un taglio dell’80%, ha commentato il Commissario, necessità di obiettivi di riduzione che per ogni nazione devono rappresentare il 25% degli attuali standard entro il 2025, non il 20%, seguita da un taglio del 40% entro il 2030 e del 60% entro il 2040.
Oggi è stata anche la giornata in cui il Commissario per l’Energia Gunther Oettinger ha reso nota la strategia di efficienza energetica temendo però che un più alto obiettivo di riduzione possa avere un impatto negativo sull’economia, già in difficoltà.
La certezza della Hedegaard ha inoltre respinto le paure diffuse che a essere danneggiata maggiormente dai nuovi obietti del 25% possa essere il settore industriale aggiungendo che l’impatto sarebbe “limitato”, mossa che di sicuro, però, potrebbe rappresentare la miccia di innesco del malcontento del settore.

Nel dettaglio il piano prevede la diminuzione annua del consumo di carburante con un risparmio di circa 320 milioni con investimenti green di un ulteriore 1,5% del PIL dell’Europa, investimenti che sarebbero di sicuro stimolo economico nella creazione di nuovi posti di lavoro oltre che di una maggiore qualità dell’aria.
Il rapporto inoltre stima che la riduzione dell’80% delle emissioni prodotte dal comparto energia potrà avvenire entro il 2050 mentre i trasporti, compresa l’aviazione, potrebbero mirare al raggiungimento di un calo degli inquinanti del 67%. A seguire il comparto residenziale e i servizi potrebbero ottenere un -91%, mentre l’industria arrivare a ridurre del 67% il proprio impatto investendo principalmente in progetti di CCS e processi più efficienti.
“Abbiamo bisogno di iniziare la transizione verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio – ha detto la Hedegaard – quanto più lunga sarà l’attesa, maggiore sarà il costo. Visto che il prezzo del petrolio continua ad aumentare l’Europa sta pagando ogni anno di più le proprie bollette energetiche, divenendo più vulnerabile agli aumenti di prezzo. La buona notizia è che non abbiamo bisogno di aspettare innovazioni tecnologiche. L’economia a basse emissioni di carbonio può essere costruita sviluppando ulteriormente tecnologie già esistenti. In questa fase di transizione, tutti i settori economici dovranno contribuire, tra cui l’agricoltura, edilizia e trasporti”.