• Articolo , 7 marzo 2008
  • Hermanin: la capitale scommette sulla sostenibilità

  • Un impegno a 360° quello dell’AMA, l’Azienda Municipalizzata di Roma. Dalla raccolta differenziata alla suddivisione delle aree operative, dalle campagne di sensibilizzazione alla formazione degli ecoinformatori

Mauro Spagnolo – *Presidente Hermanin, lei è il presidente dell’AMA, Azienda Municipale Ambiente Spa, interamente di proprietà del Comune di Roma. Quali sono i principali problemi che vive la capitale dal punto di vista dei servizi da voi erogati?*
*Giovanni Hermanin* – I principali problemi sono quelli, come è ovvio, derivanti dalla gestione di una città speciale ed estesa come Roma che presenta numeri da record: un’area servita di circa 1.300 chilometri quadrati, una popolazione equivalente di più di tre milioni di persone, 5000 tonnellate di rifiuti prodotti ogni giorno. Provvedere alla pulizia, alla raccolta e alla gestione dei rifiuti su questa scala è ben diverso che gestire servizi analoghi in centri medi o piccoli. A ciò si aggiunge il fatto che la città è un unicum anche dal punto di vista storico e urbanistico: ha un centro molto ampio, nel quale si concentrano gran parte delle funzioni di Capitale e la massa crescente dei turisti (sul quale, quindi, è necessario concentrare una parte consistente della forza lavoro e un’attenzione particolare) e periferie urbanizzate che si estendono progressivamente fino ai confini della provincia.

MS – *Come vi siete attrezzati per risolvere questi problemi?*
*GH* – Per migliorare il servizio e rispondere in modo più puntuale alle esigenze dei cittadini recentemente abbiamo suddiviso il territorio metropolitano in cinque grandi macroaree e redistribuito su questa base, anziché trasversalmente, tutte le principali funzioni interne (spazzamento, svuotamento, sostituzione e riparazione dei cassonetti). Ad ogni modulo di raccolta dei rifiuti indifferenziati (cassonetti verdi) è stato associato un presidio mobile per provvedere anche alla pulizia intorno alle postazioni di raccolta e lungo le strade interessate, alla separazione delle frazioni recuperabili, alla segnalazione della presenza di ingombranti, eccetera. Sono stati programmati inoltre altri servizi come interventi di spazzamento meccanizzato e un presidio speciale per le vie più commerciali.

MS – *Una delle vostre principali mission è quella della raccolta dei rifiuti solidi urbani. In tal senso l’Azienda mi sembra particolarmente dinamica sul fronte della raccolta differenziata, con l’esperienze pilota “porta a porta” a Colli Aniene e Decima, il “campionato di Raccolta differenziata” per le famiglie romane, e tante altre iniziative: quali obiettivi vi siete posti a riguardo?*
*GH* – L’esperienza del “porta a porta” a Colli Aniene e a Decima ha dato fin qui ottimi risultati e ha permesso di raccogliere separatamente oltre il 60% dei rifiuti prodotti, strappandoli alla discarica ed indirizzandoli alle filiere di recupero. Per questo abbiamo appena annunciato che “il porta a porta” verrà esteso non solo a Massimina, come era già previsto, ma in altri nove quartieri di Roma. L’obiettivo è di raggiungere, entro il 2008, circa 100.000 abitanti serviti con questa modalità. Il campionato di raccolta differenziata con cui, applicando uno sconto sulla Tariffa Rifiuti, si conta di premiare circa 25.000 famiglie romane, ma anche molte altre iniziative come le raccolte straordinarie degli ingombranti e della carta, la formazione e il dispiegamento di 200 ecoinformatori mirano ad incentivare i cittadini a fare la raccolta differenziata mediante i cassonetti stradali (28.000). Il piano che Ama ha redatto in accordo con il Comune di Roma prevede poi altri capitoli molto importanti che riguardano le utenze non domestiche: il raddoppio (da 1.300 a 2.600) delle utenze (mercati rionali, supermercati, ristoranti, mense) in cui si raccolgono gli scarti organici da trasformare in compost; raccolta a domicilio dei contenitori in vetro, plastica e alluminio in oltre 5.000 bar e attività di ristoro; servizi aggiuntivi ad hoc per le grandi utenze.

MS – *Quanta importanza ha, nell’intero ciclo dei rifiuti, la sensibilizzazione degli utenti?*
*GH* – La sensibilizzazione dei cittadini per l’azienda è un punto essenziale che va di pari passo con lo sviluppo di servizi sempre più efficienti. È infatti importante che i cittadini vengano informati e si sentano partecipi, per quanto gli compete, degli sforzi di miglioramento delle prestazioni attuate per l’igiene e il decoro. E’ evidente, infatti, che la città non si sporca da sola ma viene sporcata, per cui bisogna che cresca l’educazione e il rispetto delle regole. Occorre inoltre una consapevolezza più ampia della necessità di ridurre drasticamente i rifiuti che bisogna conferire in discarica poiché una politica ambientale sostenibile parte anche dalla condivisione degli obiettivi di tutela e rispetto della città come bene comune e più in generale dell’ambiente come patrimonio da salvaguardare.
Moltissime sono le iniziative e le campagne di sensibilizzazione che negli anni Ama ha realizzato proprio in quest’ottica, a partire da quelle rivolte ai più piccoli. Il programma “Ama per la scuola”, ad esempio, è articolato su più progetti rivolti alle scuole elementari, medie e superiori.
A ciò, negli ultimi due anni, si sono aggiunte le campagne di sensibilizzazione e promozione della raccolta differenziata rivolte agli adulti attuate dall’Amministrazione comunale e dall’Ama come “Butta bene, Vivi Meglio” o, come accennato, il “Campionato della Raccolta Differenziata” per le famiglie.

MS – *E veniamo alla termovalorizzazione. Per anni è stata considerata una tecnologia assimilabile alle fonti rinnovabili e per questo sostenuta da ingenti aiuti economici. Poi si è cambiata idea e si è considerata, almeno da alcune posizioni politiche, come un’opportunità, un’opportunità densa di pericoli ambientali. Qual è la sua posizione a riguardo?*
*GH* – Sulla termocombustione e rigassificazione in Italia, negli ultimi anni, sono state alimentate campagne allarmistiche spesso prive di fondamento scientifico. E’ stato ormai riconosciuto in tutto il mondo che l’impatto ambientale degli impianti moderni di termovalorizzazione è assai contenuto, e comunque inferiore a quello derivante da altri fenomeni ben più inquinanti: si pensi, solo per fare un esempio, che l’agenzia nazionale per l’ambiente del Regno Unito ha stabilito che un quarto d’ora di fuochi d’artificio sparati nel capodanno del millennio ha prodotto un quantitativo di diossine pari a quelle che emetterà il termocombustore di Londra in 120 anni. Per questi impianti esistono precise prescrizioni imposte dagli atti autorizzativi da rispettare e un monitoraggio che deve essere costantemente assicurato. Lo stesso Rapporto Ambientale che ogni anno Ama pubblica certifica che le concentrazioni medie degli inquinanti dell’unico termovalorizzatore di cui attualmente l’azienda dispone (quello per i rifiuti sanitari speciali di Pontemalnome) sono ben al di sotto dei limiti autorizzati. Dal 2003 al 2005, inoltre, l’energia generata dalla sezione di recupero energetico del termovalorizzatore, grazie all’aumento dell’efficienza del processo di produzione, è aumentato di circa il 38%, contribuendo al risparmio di combustibili tradizionali e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Proprio dal punto di vista del rispetto ambientale, oltreché per assicurare un effetto calmierante sui costi della Tariffa Rifiuti e garantire all’azienda e ai suoi dipendenti una prospettiva industriale, ritengo che sia fondamentale che anche l’azienda pubblica per l’ambiente di Roma possa usufruire degli incentivi per le fonti energetiche rinnovabili dotandosi di un suo termovalorizzatore per i rifiuti solidi urbani. Questa opportunità, come è stato ampiamente dimostrato in tutte le città italiane ed estere più virtuose, non esclude bensì si integra con una raccolta differenziata “spinta”.

MS – *Presidente Hermanin, in conclusione: l’AMA ha già iniziato, a suo giudizio, un percorso reale di sostenibilità e se sì da cosa è caratterizzato?*
*GH* – La strategia portata avanti dall’AMA negli ultimi anni è certamente basata su criteri di sostenibilità e di minimizzazione degli impatti in modo da controllare e ridurre, se non eliminare, l’inquinamento e il degrado ambientale. In questa direzione sono andate tutte le nostre scelte. Penso al programma di rinnovo del parco mezzi, che prevede la sostituzione progressiva dei veicoli più inquinanti con mezzi in grado di rispettare le più recenti normative europee antinquinamento. E penso soprattutto alle scelte gestionali e impiantistiche (che io stesso ho fortemente determinato quando ero assessore all’ambiente della Regione Lazio) che hanno permesso, attraverso la capacità di selezione e trattamento in proprio, di incrementare la quantità di rifiuti raccolti in modo differenziato (dal 4,5% del 2001 all’attuale 21%) e di contenere la percentuale dei rifiuti conferiti in discarica rispetto ad un “monte” complessivo di rifiuti crescente. Tutto ciò, in attesa che anche in Italia si adottino politiche serie per l’ambiente promuovendo la riduzione a monte dei rifiuti, in particolare i contenitori e gli imballaggi.