• Articolo , 22 giugno 2010
  • I ghiacciai peruviani si sciolgono? Dipingiamoli di bianco

  • L’organizzazione Glaciares del Perú è partita per una missione particolare: imbiancare con un mix ecologico 70 ettari delle cime andine e aiutare così la montagna a respingere gli effetti del surriscaldamento globale

(Rinnovabili.it) – Sembra uno scherzo eppure è vero: contro il progressivo scioglimento dei ghiacci andini un gruppo di scienziati ha pensato bene di dipingere le montagne di bianco. Strategia simile a quella adottata nei centri urbani, dove i famosi ‘white roof’ sono tra le scelte di tendenza per i climi caldi, l’idea è stata replicata in contesto alquanto strano. Eppure il principio è lo stesso: adottare la pittura bianca per riflettere i raggi solari e abbassare così la temperatura.
A chiunque giudichi il progetto ridicolo basti pensare che di tutt’altro parere è la Banca Mondiale che ha inserito tale soluzione tra i vincitori del concorso _”100 idee per salvare il pianeta”._ L’istituto ha dunque finanziato il progetto pilota e così a 5000 metri, sei uomini (4 del villaggio locale Licapa e due dell’ONG Glaciares del Perú) hanno iniziato a restituire il bianco alla vetta del Monte Chalon Hat, nella regione di Ayacucho.
Il tutto manualmente, senza utilizzare alcun tipo di macchinario per proteggere gli animali della zona e mostrare rispetto all’_Apu_ quello che secondo la tradizione è lo spirito tutelare che abita le viscere delle montagne.
Eduardo World Gold, responsabile scientifico del progetto, ha reso noto che il piano prevede di ricoprire 70 ettari con una vernice fatta di calce, bianco dell’uovo e acqua, un mix ecologico utilizzato sin dai tempi coloniali in Perù.
Peraltro la gravità della situazione andina, sotto scacco del surriscaldamento globale è stata più volte messa in luce dalla stessa Banca Mondiale. Secondo una ricerca effettuata dall’Istituto di credito nel 2009, il 22% dei ghiacciai peruviani si è dissolto negli ultimi 30 anni e con una definitiva scomparsa che molti fissano addirittura tra soli 20 anni. Una catastrofe per le riserve idriche e idroelettriche non solo a livello locale ma su tutto il territorio.