• Articolo , 17 marzo 2009
  • I numeri dell’eolico in Europa

  • Nell’Europa degli anni novanta, Germania, Danimarca e Spagna svolsero un importante ruolo di traino nello sviluppo dell’energia eolica. L’impegno fu così forte che ad inizio millennio nel vecchio continente figuravano installati ben 12.500 MW contro i 2.500 MW degli USA. Questo rappresenta solo il punto di partenza della crescita vertiginosa che dal 2000 in poi […]

Nell’Europa degli anni novanta, Germania, Danimarca e Spagna svolsero un importante ruolo di traino nello sviluppo dell’energia eolica. L’impegno fu così forte che ad inizio millennio nel vecchio continente figuravano installati ben 12.500 MW contro i 2.500 MW degli USA. Questo rappresenta solo il punto di partenza della crescita vertiginosa che dal 2000 in poi ha caratterizzato il settore eolico: a livello mondiale si può stimare infatti una crescita annua del 25%. E l’Europa ha di fatto continuato a mantenere un primato indiscusso in questa crescita, se alla fine del 2007 il 60% della capacità globale risultava ancora appannaggio del vecchio continente. Il risultato più evidente e soddisfacente del notevole impegno è sicuramente il livello di penetrazione che l’energia da fonte eolica ha raggiunto nel mix energetico dei paesi guida: 21% in Danimarca, 12% in Spagna e 7% in Germania.

56.000 sono i MW totali da fonte eolica che risultavano installati alla fine del 2007 in Europa. A questi si aggiungono più di 8000 MW installati nel 2008, valore di gran lunga superiore alla potenza installata proveniente nello stesso anno da centrali a gas, olio combustibile o carbone, per cui l’energia eolica è stata nel 2008 il leader indiscusso a livello europeo per nuove installazioni. Sono quindi più di 64.000 i MW totali installati in Europa a fine 2008, una potenza che in condizioni medie di vento porta a produrre all’incirca 142 TWh di elettricità all’anno, fornendo il 4.2% della domanda energetica europea ed evitando l’emissione di 108 milioni di tonnellate di CO2. E’ opportuno sottolineare come il forte impulso propositivo che ha portato a tali risultati sia stato dato nel marzo 2007 con l’impegno da parte di tutti gli stati dell’Unione Europea di raggiungere al 2020 il traguardo del 20% di energia rinnovabile nel mix energetico d’approvvigionamento. Le proiezioni per i prossimi anni tengono conto dell’importanza di tale accordo, e arrivano a prevedere una capacità installata di 80 GW alla fine del 2010, di 180 GW al 2020 e di 300 GW al 2030.

3 sono i nuclei in cui si può oggi dividere il mercato europeo. Al primo posto, Germania e Spagna, due paesi che a distanza di 20 anni continuano ad investire fortemente nella realizzazione di nuovi e importanti progetti: nel 2008 sono stati infatti installati ben 1.665 MW in Germania e 1.609 MW in Spagna. Il secondo nucleo è invece costituito dai mercati in espansione di quei paesi che si sono distinti negli ultimi anni e sui quali si concentrano le attenzioni degli investitori per il futuro. E’ questo il caso dell’Italia, 1010 MW installati nel 2008, della Francia, 950 MW, e del Regno Unito, 836 MW. Il potenziale eolico di questi paesi è stato indagato negli ultimi anni e i nuovi progetti si basano su una stima attenta ed accurata delle opportunità evidenziate. Il terzo nucleo è rappresentato infine dai mercati emergenti riconoscibili nei Paesi dell’Est, in particolar modo Ungheria, Bulgaria e Polonia. Il potenziale eolico di questi paesi è in via di analisi e di valutazione, e sulla base di questa verrà stabilito un piano di intervento che, godendo dell’esperienza di quanto fatto nel passato negli altri paesi, potrà cogliere importanti vantaggi nel meccanismo di sviluppo e di accrescimento.

1.23 milioni di euro al MW è oggi il costo medio dell’investimento totale di un progetto eolico on-shore, includendo anche le voci relative a fondazioni, installazione e consulenza. La competitività economica dell’eolico rispetto alle fonti tradizionali è aumentata notevolmente negli ultimi anni, sia per i miglioramenti raggiunti nell’efficienza delle turbine e della progettazione, sia per l’aumento dei costi dei combustibili fossili. In totale, nel corso del 2007 sono stati investiti 11 miliardi di euro nell’installazione di turbine eoliche in Europa. Per i progetti offshore il costo dell’investimento è invece più alto, arrivando a superare anche i 2 milioni di euro al MW. Per ottimizzare lo sfruttamento del vento in mare, vengono infatti utilizzate delle turbine di più ampia taglia, che quindi richiedono particolari costruttivi più costosi, sia dal punto di vista strutturale, le fondazioni rappresentano sicuramente il punto più critico, sia da quello della connessione elettrica. Particolari imbarcazioni ed accorgimenti tecnici devono inoltre essere adoperati sia in fase di costruzione, sia durante le operazioni di manutenzione.

5 sono i MW di potenza a cui può arrivare oggi una turbina eolica off-shore. E’ questa la grande scommessa dell’Europa, soprattutto nelle aree del Mar Baltico e del Mare del Nord, dove le particolari condizioni dei fondali permettono la costruzione in acque poco profonde a non più di 20 km dalla costa, di modo da minimizzare il costo di fondazioni e cavi elettrici. Nel 2008 sono stati realizzati in Europa 357 MW, portando la capacità installata dell’offshore a 1.471, ossia all’incirca il 2.3% del totale installato nel continente. Questa capacità è concentrata prevalentemente in Danimarca, Irlanda, Olanda, Svezia e Regno Unito, ma i paesi del Mediterraneo puntano sempre più ad entrare in questo mercato in maniera forte e proficua. Le aspettative sono alte e gli obiettivi al 2020 puntano ad accrescere notevolmente il contributo dell’offshore nel mercato dell’eolico.

160.000 sono i lavoratori impiegati a fine 2008, sia in maniera diretta che indiretta, nel campo dell’energia eolica in Europa. Il 59% di questi lavoratori è occupato nella realizzazione delle turbine, ossia presso i produttori e l’indotto della componentistica. Il 16% appartiene al segmento degli sviluppatori, l’11% alle attività di installazione e manutenzione, il 9% alle utilities e il 3% alla consulenza. In base alle proiezioni di crescita, gli impiegati nel settore potrebbero arrivare a 330.000 nel 2020 e a 375.000 nel 2030. In un momento di crisi dell’economia e di forte incertezza globale, questo è sicuramente un messaggio incoraggiante. Si pongono delle grandi sfide per lo sviluppo futuro dell’energia eolica in Europa, e questo richiederà molto lavoro ed impegno da parte degli addetti. Dal punto di vista dell’analisi della risorsa eolica, è importante mettere a punto dei modelli di previsione per poter gestire la variabilità del vento e poter modulare in anticipo il mix di generazione di modo da ottimizzare la produzione da fonti rinnovabili. Dal punto di vista costruttivo, la grande scommessa è l’offshore, mentre un altro punto chiave per sfruttare al meglio la capacità installata è la realizzazione di una rete elettrica transnazionale, per facilitare gli scambi ed evitare le congestioni nella connessione.
_(Fonti: dati e proiezioni EWEA)_