• Articolo , 15 luglio 2009
  • I progressi nella durata delle celle fotovoltaiche organiche

  • Le celle solari polimeriche sono una nuova e promettente tecnologia che può, nel tempo, competere con le celle solari basate sulla nota tecnologia del silicio.

(Rinnovabili.it) – Al crescere del bisogno energetico mondiale ed al restringersi delle risorse energetiche tradizionali, la promessa dell’energia pulita, in particolar modo quella legata al sole, è sempre più interessante e sempre più concreta.
L’ultimo decennio ha visto una serie di nuove tecnologie emergere sulla scena per sfidare il primato dei dispositivi fotovoltaici basati sulla tecnologia del silicio.
Questo altro volto della ricerca si riflette in alcune delle pubblicazioni più discusse degli ultimi 10 anni in cui sono aumentate vertiginosamente di numero quelle riguardanti le celle fotovoltaiche polimeriche, comprendenti materie plastiche a basso costo e altri materiali ibridi polimero/fullerene.
Altri documenti descrivono i progressi nello stato solido, nelle celle “dye sensitized”, la cui parte fotoelettricamente attiva è costituita da un pigmento, da ossido di titanio e da un elettrolita. Altri descrivono i punti di riferimento della via per il raggiungimento dell’efficienza del 20% nelle celle solari policristalline a film sottile.
Dalla lista dei più influenti lavori pubblicati negli ultimi due anni emerge una crescente attenzione sulle caratteristiche della nanoscala e dei costituenti delle celle solari organiche.
Nanorods, nanoclusters, nanowires e quantum dots (diversi tipi di aggregazione della materia su scala atomica) sono impiegati nell’ ultima generazione di tecnologie fotovoltaiche, tutte finalizzate a migliorare l’efficienza e la stabilità di questi dispositivi.
Mikkel Jørgensen, Senior Scientist del National Laboratory for Sustainable Energy della Technical University of Denmark, risponde ad alcune domande apparse su “ScienceWatch”:http://www.sciencewatch.com/ in merito all’articolo recente pubblicato _Stability/degradation of polymer solar cells_ (Stabilità/degradazione delle celle solari polimeriche), che riportiamo di seguito integralmente:

*Perché pensate che il vostro articolo sia altamente citato?*
Il nostro articolo è una revisione e, pertanto, tende naturalmente ad essere citato più degli articoli scientifici originali.

*Potrebbe riassumere in maniera semplice il significato della vostra pubblicazione?*
Le celle solari polimeriche sono una nuova e promettente tecnologia che può, nel tempo, competere con le celle solari basate sulla nota tecnologia del silicio. Questo soprattutto perché le celle solari polimeriche dovrebbero diventare molto convenienti.
Uno dei problemi principali è stata la loro breve durata, ed è quindi importante studiare la stabilità / degradazione di questi dispositivi. Questo settore sta progredendo velocemente, aumentando la vita delle celle da pochi minuti a più di un anno sotto le strenue condizioni di pieno sole e temperature elevate. Questi progressi, almeno in parte, provengono da una comprensione scientifica dei meccanismi di degrado.

*Come siete stati coinvolti in questa ricerca, e vi sono stati problemi durante il percorso?*
Le celle polimeriche sono state al centro dell’attività di ricerca nel nostro gruppo nel corso degli ultimi 10 anni e abbiamo assistito a un drammatico aumento di attività di questo settore.

*Come vedi proiettate le tue ricerche nel futuro?*
Le celle solari a base di polimeri sono sul punto di divenire un prodotto commerciale, e questo, ovviamente, modificherà la direzione della ricerca orientandola maggiormente verso la produzione.

*Prevedete alcune implicazioni sociali e politiche derivanti dalle vostre ricerche?*
La ricerca in materia di energia sostenibile ha già ora grandi implicazioni politiche e ambientali. Le celle solari polimeriche potrebbero forse offrire soluzioni in alcuni settori, se la promessa di un prodotto a buon mercato, veloce e semplice, fosse confermata.