• Articolo , 9 luglio 2009
  • I quartieri di domani? Sempre più «verdi»

  • Non solo centro storico. Gli incentivi del Comune non riguardano soltanto gli edifici già esistenti, ma si rivolgono anche ai cantieri per la costruzione di nuovi palazzi. E in questo caso l’attenzione dell’amministrazione, più che sul recupero artistico delle facciate, punta al risparmio energetico. «Abbiamo pensato e redatto una serie di agevolazioni – spiega Cristina […]

Non solo centro storico. Gli incentivi del Comune non riguardano soltanto gli edifici già esistenti, ma si rivolgono anche ai cantieri per la costruzione di nuovi palazzi. E in questo caso l’attenzione dell’amministrazione, più che sul recupero artistico delle facciate, punta al risparmio energetico. «Abbiamo pensato e redatto una serie di agevolazioni – spiega Cristina Sassi, assessore all’Ambiente – che spingono verso la produzione di energia da fonti rinnovabili. Agevolazioni che aiutano chi decide di ristrutturare il proprio immobile, pensando al progresso».

In concreto, il pacchetto di misure approvato dal Comune prevede un premio volumetrico che si può tradurre come segue: se con l’intervento edilizio si raggiunge la Classe energetica C, non si computa come Slu lo spessore dei muri perimetrali che eccede i 30 centimetri, se si raggiunge la Classe B non si computa come Slu lo spessore dei muri perimetrali che eccede i 15 centimetri, mentre se si raggiunge la Classe A non si computa come Slu l’intero spessore dei muri perimetrali.
Il premio volumetrico, per le Classi energetiche C, B ed A prevede che non venga computato come Slu lo spessore degli elementi verticali di facciata che eccede i 20 centimetri (Classe C), lo spessore degli elementi verticali di facciata che eccede i 10 centimetri (Classe B), e che non si computi come Slu l’intero spessore degli elementi verticali di facciata (Classe A).

Il secondo incentivo per gli edifici di nuova realizzazione prevede anche un premio volumetrico per gli interventi disciplinati dal Poc. Infine, il Comune prevede lo scomputo delle superfici necessarie ad accogliere accorgimenti strutturali e/o impiantistici collegati all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e/o al riscaldamento/raffrescamento passivo. In altre parole, i sistemi solari che non superano come dimensione il 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate, non sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi, delle superfici e nei rapporti di copertura.
Discorso analogo vale per i cosiddetti locali tecnici per il risparmio energetico, che non concorrono al calcolo della Slu se rispettano determinate condizioni dettate dalle norme urbanistiche.