• Articolo , 26 febbraio 2008
  • Iata: “Asia diventi modello dell’ecoaviazione”

  • L’Associazione Internazionale del Trasporto Areo lancia il suo appello ai paesi asiatici, perché sfruttino le opportunità attuali per assumersi un ruolo di leadership nella riduzione dei gas serra

“Entro il 2010 l’Asia sarà per l’aviazione il più grande mercato unico. Alle dimensioni è collegata una responsabilità di leadership che include le questioni ambientali”. E’ questa la dichiarazione rilasciata da Giovanni Bisignani, direttore Generale e amministratore delegato della Iata (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo) durante la conferenza “Greener Skies for Asia 2008” tenutasi ieri ad Hong Kong. “La mia attenzione è rivolta alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e ridurre la combustione di carburante è il centro del problema. Ogni litro di carburante che possiamo risparmiare riduce le emissioni di Co2 di oltre 3 Kg. Abbreviando le rotte, migliorando la gestione del traffico aereo e diffondendo le migliori pratiche di conservazione del carburante la Iata ha contribuito a ridurre le emissioni di Co2 fino a 25 milioni di tonnellate negli ultimi due anni”. Bisignani ha ricordato le molte opportunità presenti in tutta la regione, sottolineando però la necessità d’accelerare i tempi d’implementazione del settore. “Mentre noi proseguiamo il nostro cammino verso una tecnologia libera da emissioni carboniche grazie alla nostra visione di una crescita neutrale rispetto all’anidride carbonica, – ha concluso il direttore della Iata – l’Asia deve assumere un ruolo di leadership. Sono sicuro che il contributo di questa regione sarà determinante – dimostrando chiaramente l’impegno del nostro settore per definire un nuovo ed elevato standard di responsabilità ambientale cui altri settori produttivi dovranno adeguarsi”.