• Articolo , 6 settembre 2010
  • Idro-turbine come banchi di pesci per catturare la corrente del Golfo

  • Per renderlo reale bisognerà lavorare su una molteplicità di variabili ma lo “swarm intelligence” scalpita per farsi notare. Il nuovo approccio allo sfruttamento dell’energia marina cambia volto alle turbine marine

(Rinnovabili.it) – E se invece di realizzare dispositivi per la cattura dell’energia marina ingombranti e da ancorare al fondale, in acque poco profonde, si utilizzassero turbine flottanti e autonome, in grado di seguire la corrente al pari dei pesci?
L’idea è venuta al professor Darris White dell’Embry-Riddle Aeronautical University che assieme al suo team di ricercatori sta attualmente ultimando i disegni per una serie di turbine per sfruttare l’immensa energia della Corrente del Golfo, che scorre nelle profondità nell’Oceano Atlantico. Il flusso di energia sottomarina è, approssimativamente, circa 21.000 volte maggiore di quello delle cascate del Niagara e, secondo alcune stime, potrebbe fornire fino a un terzo del fabbisogno di energia elettrica della Florida. La soluzione suggerita sono, dunque, turbine libere ma interconnesse logisticamente tra loro attraverso quello che vien denominato _”swarm intelligence”_ (sciame intelligente), capace di navigare attraverso le correnti oceaniche come un banco di pesci alla ricerca di cibo.
“Lo _swarm intelligence_ può raggiungere due obiettivi. Uno è quello di trovare il ‘punto debole’ della Corrente del Golfo, ossia il luogo in cui la corrente ha la massima potenza in uscita”, ha spiegato White alla BBC. “L’altro obiettivo è quello di trovare l’orientamento e l’allineamento che forniscano la massima efficienza”.
Il primo prototipo è già in fase di costruzione e dovrebbe essere completato nei prossimi 18 mesi. Il team prevede di dotare le turbine con sensori che rilevino il cambiamento dell’idrodinamica e dei movimenti stessi dello sciame e, attraverso meccanismi di comunicazione, far ‘parlare’ le turbine tra di loro per condividere la posizione. L’intero banco potrà essere legato al fondo marino con ancore, consentendo loro di migrare in una zona limitata, o essere collegato ad una piattaforma mobile per il trasferimento dell’energia raccolta. Nonostante gli scettici abbiano opposto evidenti critiche alla messa in pratica dell’idea, i ricercatori sostengono che un modulo di 30-50 turbine dovrebbe generare una potenza di circa 15 – 20 milioni di watt se posto nella corrente del Golfo.