• Articolo , 10 maggio 2011
  • Idroelettrico: in Patagonia via libera alle dighe del disaccordo

  • Accesi scontri tra attivisti e polizia post votazione della Commissione ambiente. Le dighe fornirebbero energia sufficiente a coprire un terzo del fabbisogno del Cile centrale, ma per gli ambientalisti è la firma della condanna per terra e specie in pericolo

(Rinnovabili.it) – Semaforo verde per il mega progetto *HidroAysén.* I regolatori cileni hanno formalizzato i permessi alla realizzazione delle 5 centrali idroelettriche da costruire sul Baker e sul Pascua, due fiumi della Patagonia cilena, scatenando però accese proteste. In attesa dell’approvazione finale da parte dei ministri competenti, centinaia di attivisti si sono scontrati con la polizia nella città di Coihaique, dove è avvenuta la votazione del progetto da parte della Commissione ambiente. Una protesta accesa ma non del tutto inaspettata. Le centrali in questione sono infatti da tempo nel mirino degli ambientalisti, preoccupati dall’impatto che le dighe avranno sul territorio. Con una *potenza record di 2.750 MW* HidroAysén avrebbe a regime la capacità di produrre circa il 35 per cento del consumo energetico attuale di energia del Cile, ma ciò richiede anche una superficie totale di 5.910 ettari occupata dagli invasi e dalle altre opere accessorie; in altre parole *migliaia di ettari di foreste della Patagonia completamente inondate* il che ha fatto scattare sull’attenti gli attivisti.

Ma per il governo Pinera il futuro energetico della nazione non può fare a meno di un tale progetto, soprattutto in previsione del raddoppio della domanda di energia nei prossimi dieci anni e dei prezzi esorbitanti con cui già oggi il Paese deve scontrarsi. “Dobbiamo ottenere l’energia da qualche parte, indipendente dal tipo di progetto, perché oggi l’energia ci costa il doppio rispetto ad altri paesi dell’America Latina”, ha riferito Ena Von Baer, portavoce del governo. “Vogliamo essere un paese sviluppato e per farlo abbiamo bisogno di energia, e che sia a basso costo”.
Le ultime impressioni che circolano prevedono che anche il consiglio dei ministri dia il proprio benestare a HidroAysén; nel qual caso il prossimo fronte di opposizione diventerebbe il permesso a realizzare i 1.900 km di linea di trasmissione necessaria per alimentare la rete elettrica centrale che rifornisce Santiago e le città circostanti.