• Articolo , 28 aprile 2009
  • Idroelettrico: tecnologia italiana per la centrale cilena

  • Inaugurata in Cile la prima centrale idroelettrica caratterizzata dall’utilizzo multiplo dell’acqua: uso agricolo, irriguo e idroelettrico.

(Rinnovabili.it) – Realizzata a tempo di record ed inaugurata quest’oggi la Centrale Idroelettrica ‘Lircay’ nella provincia di Talca in Cile. Ad inaugurare questo particolare impianto, caratterizzato dal fatto che rappresenta la prima centrale mai realizzata in terra cilena ad assicurare l’utilizzo multiplo dell’acqua per uso agricolo, irriguo e idroelettrico, sarà la Presidentessa della Repubblica del Cile, Michelle Bachelet, in compagnia di Paolo Casardi, Ambasciatore d’Italia in Cile. Ma l’impronta italiana non si ferma alla presenza dell’Ambasciatore Casardi; si evidenzia infatti, dal punto di vista di gestione e realizzazione dell’infrastruttura, l’operazione di project financing concordata fra il gruppo padovano leader nel settore delle energie rinnovabili Sorgent.e e la società veicolo Hidromaule SA, costata ben 30 milioni di dollari, che ha agevolato la stessa, e la gestione dei lavori che hanno visto in prima linea S.T.E. Energy in quanto uno dei maggiori costruttori italiani di impianti a livello internazionale. Inoltre, la centrale cilena richiama anche il know-how italiano in materia derivante dalle realizzazioni italiane, soprattutto sugli impianti idroelettrici lombardi lungo i corsi dell’Adda, dell’Oglio, del Serio e dei diffusissimi canali presenti in Italia. Quanto all’aspetto puramente energetico questa centrale, caratterizzata da una potenza di circa 20 MW, garantisce la produzione di oltre 130 milioni di kWh di energia elettrica, ovvero l’equivalente del consumo di una cittadina da 100.000 abitanti che in termini di combustibile fossile consumato, quindi di petrolio, corrisponde a 53.000 barili di petrolio in meno. Tutto ciò ovviamente si traduce anche in termini di riduzione delle emissioni di CO2 immesse in atmosfera per un totale di 52.000 tonnellate.
Grazie quindi ai suoi innovativi aspetti sviluppati in virtù dell’efficienza energetica e dell’ecosostenibilità, la centrale di Lircay è stata riconosciuta, a livello internazionale, dal Banco Mondiale come un progetto pilota fra i più interessanti dal punto di vista dell’impatto sociale ed ecologico, a tal punto da riconoscere al progetto un finanziamento tramite la International Finance Corporation, la sua branch attiva negli investimenti privati. La centrale infatti, localizzata nella valle del Rio Maule, utilizze le acque irrigue gestite dall’Associazione dei Canalisti del Maule che coinvolge oltre 3.000 utilizzatori della risorsa idrica e ha collaborato alla realizzazione della struttura, partecipando poi direttamente ai benefici della Centrale. A sottolineare la peculiarità del progetto, la sua partecipazione al Protocollo di Kyoto con i Clean Development Mechanism che ne derivano dalla produzione di energia derivante da fonte rinnovabile.