• Articolo , 9 febbraio 2010
  • Idrogeno solare, la scommessa della ricerca italo-greca

  • Due approcci per una medesima sostenibilità: impiegare la luce solare per generare l’idrogeno. In attesa del SuNEC 2010 spiegano perché questa sia una conveniente via di sviluppo il lavoro dei ricercatori Pagliaro e Konstandopoulos

(Rinnovabili.it) – E’ di questi giorni l’annuncio da parte della Rivista Energy & Environmental Science (EES) della collaborazione con il “SuNEC 2010”:http://www.solar-conference.eu/ (Sun New Energy Conference and Exhibition), la conferenza internazionale in programma in Sicilia dal 13 al 15 Ottobre prossimi dedicata a tutti gli aspetti pratici della fonte solare e ai principali settori applicativi. La tre giorni, co-presieduta da Vittorio Loddo, ricercatore dell’Università di Palermo, e Mario Pagliaro del CNR sarà un momento unico di discussione tra gli operatori del settore, scienziati, consumer e decisori politici.
Tra le tematiche trattate sotto lo slogan “Solar energy. Now” anche quella della produzione di idrogeno tramite fotolisi dell’acqua, argomento portante dell’ultimo “studio”:http://www.rsc.org/delivery/_ArticleLinking/DisplayHTMLArticleforfree.cfm?JournalCode=EE&Year=2010&ManuscriptID=b923793n&Iss=Advance_Article condotto dal gruppo di ricerca dello stesso Pagliaro, in collaborazione con un team greco guidati da Athanasios Konstandopoulos direttore del Laboratorio APT di Tessalonica e pubblicato nell’ultimo numero di EES.
I lavori portati avanti parallelamente nei due paesi convergono nel documento in un’unica conclusione: l’idrogeno rinnovabile prodotto impiegando l’energia solare per scindere l’acqua il combustibile del futuro. I due approcci delineati rispondo ad esigenze diverse, quella per così dire ‘on-demand’ della mobilità elettrica, su cui ben risponde l’impiego di moduli fotovoltaici connessi ad un elettrolizzatore, e quella ‘massiva’ destinata alle utenze domestiche ed industriali, a cui meglio si adatta il solare a concentrazione (CSP).
Il primo, spiega l’articolo, ha la versatilità necessaria per sostenere la creazione di un’infrastruttura di generazione distribuita di energia nei paesi in via di sviluppo soprattutto ora che il prezzo di elettricità solare è scesa a livelli bassi, senza precedenti. Al contrario la nuova scissione termochimica ottenuta con il CSP ha il potenziale per trasformare e immagazzinare l’energia solare in idrogeno pulito usando solo una piccola frazione delle zone desertiche del mondo. In entrambi i casi il ricorso alla chimica nanoscopica ha dimostrato il vantaggio di rendere vicino il traguardo della convenienza economica. Lo studio prende in esame entrambe le tecnologie mostrando come un’economia che poggi su queste basi costituisca una reale opportunità di sviluppo sostenibile e citando una serie di casi a cominciare dal progetto comunitario Hydrosol, coordinato da Konstandopoulos e le attività svolte da Pagliaro al Polo fotovoltaico della Sicilia.