• Articolo , 26 marzo 2010
  • Iea: il costo dell’elettricità al 2010 tra nucleare ed eolico

  • Presentato a Parigi lo studio che dimostra come la competitività di costo delle tecnologie energetiche è da mettere in relazione ad una serie di fattori che possono variare a livello nazionale e regionale

(Rinnovabili.it) – Il costo dell’elettricità nei prossimi anni dipenderà da una serie di parametri chiave, primi fra tutti i costi di raccolta del capitale finanziario e il prezzo del carbonio. Questa è una delle principali conclusioni di “Costs of Generating Electricity: 2010 Edition”:http://www.iea.org/Textbase/npsum/ElecCost2010SUM.pdf, nuovo studio congiunto da parte dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) e Nuclear Energy Agency (Nea) dell’OCSE. La relazione, che è stata presentata ieri a Parigi dal direttore esecutivo della Iea, Nobuo Tanaka, e dal direttore generale del Nea, Luis Echávarri, comprende gli ultimi dati sui costi di produzione dell’energia elettrica per una grande varietà di combustibili e tecnologie. E stabilisce un punto di riferimento globale per gli oneri d’alimentazione.
“In un momento in cui molti paesi stanno cercando di investire in capacità elettrica mentre lavorano al contempo per ridurre le emissioni di carbonio, il documento fornisce una base indispensabile per qualsiasi discussione sulle scelte produttive”, ha dichiarato Echávarri. Gli fa eco Tanaka sottolineando che “per promuovere la competitività delle tecnologie a basse emissioni di carbonio, come le fonti rinnovabili e il CCS, abbiamo bisogno di una forte azione del governo per abbassare il costo dei finanziamenti”.
Lo studio dimostra che nessuna tecnologia possiede un vantaggio economico coerente a livello globale in ogni circostanza, ma al contrario è da mettere correlare ad una serie di fattori, tra cui il costo del capitale e il prezzo del carbonio assumendo. Nel dettaglio la relazione assume una misura comune standardizzata di costo e un prezzo del carbonio di 30 dollari per tonnellata di CO2, fornendo i risultati di due tassi d’interesse reali al 5% e il 10%. Nel primo caso (il 5%), energia nucleare e quindi centrali a carbone con sistemi di sequestro della CO2 risulterebbero più competitivi, mentre nel secondo caso (10%), sarebbero più economiche la generazione elettrica a carbone semplice, seguito quella con sistemi a CCS e turbine a gas a ciclo combinato (CCGT).
Per le energie pulite – spiega lo studio – “tassi d’interesse a parte, i costi di generazione delle rinnovabili sono pesantemente dipendenti dalle risorse locali e da veloci miglioramenti tecnologici. Attualmente, dove le condizioni locali sono favorevoli, l’idroelettrico e l’eolico sono le tecnologie di generazione maggiormente competitive”.