• Articolo , 27 febbraio 2009
  • Il 59% dei nostri lettori non crede nel miracolo degli ecoincentivi

  • Il nostro quotidiano ha raccolto l’opinione dei lettori sulla possibilità che l’introduzione dei recenti ecoincentivi al mercato automobilistico consenta al settore di superare il difficilissimo momento: il 59% dichiara di essere pessimista, contro solo un 30% a favore. Da oggi i nostri lettori potranno partecipare al nuovo sondaggio visibile in Homepage

Come la benzina, che si chiama “verde” ma è veleno, anche gli incentivi alla rottamazione si chiamano “ecologici” ma di “ecologico” non hanno nulla. Il problema da risolvere per il governo d’altra parte non era quello di migliorare il parco auto circolante, né quello di aiutare gli automobilisti a cambiare auto: l’obiettivo – per altro dichiarato – era solo quello di sostenere l’industria. I lettori di rinnovabili.it se ne sono accorti da soli e nel sondaggio hanno bocciato in massa (58 per cento) questo tipo di incentivi.
Insomma, di fronte all’emergenza della crisi economica – quello dell’ecologia sembra ormai un problema passato in secondo piano. Perfino nel documento appena pubblicato dalla Commissione Europea sulla proposta di armonizzazione degli aiuti di stato per rispondere alla crisi dell’industria automobilistica europea (Communication from the Commission “Responding to the crisis in the European automotive industry”, su cui i Capi di stato dovranno decidere nel vertice di emergenza che si terrà domenica 1° marzo) non c’è alcun impegno concreto a sostenere l’attuazione degli obiettivi di riduzione della CO2 delle auto, ai sensi del regolamento comunitario concordato a dicembre fra Parlamento e Consiglio.
“Un obiettivo chiave – ha spiegato infatti il Commissario Gunter Verheugen – è di assistere l’industria nell’attuare quel cambiamento tecnologico radicale richiesto dalla scommessa climatica. La Commissione e tutti i produttori concordano che in futuro l’industria automobilistica europea deve essere verde o cesserà di esistere”.
Solo belle parole: le linee Guida sugli schemi di aiuto alla rottamazione dei veicoli non prevedono alcun requisito obbligatorio di CO2 nell’erogazione degli incentivi degli Stati Membri. Affermano anzi l’esatto contrario: che gli Stati possono tranquillamente evitare di dare attuazione al Regolamento CO2 auto, come ha già fatto la Germania col suo provvedimento nazionale. Infatti, le linee guida affermano: “Qualora gli Stati Membri scelgano di fare riferimento alle emissioni di CO2 per le auto beneficiarie degli incentivi alla rottamazione, essi non devono discriminare la provenienza del prodotto”. Una presa di posizione dura, contro la quale diverse associazione ambientaliste (“Amici della Terra” in testa) sono subito insorte.

_Vincenzo Borgomeo – Responsabile sezione motori Repubblica.it_