• Articolo , 22 dicembre 2009
  • Il Bangladesh chiede il 15% del Fondo Climatico

  • Il ministro dell’ambiente avanza la richiesta di un 15% del fondo “fast track” stanziato per aiutare i paesi poveri a combattere la crisi climatica

(Rinnovabili.it) – “Chiediamo un risarcimento pro-capite: il 15 per cento dei 30 miliardi di dollari del fondo climatico”. Questo quanto fatto sapere oggi dal ministro dell’Ambientedel Bangladesh, Hasan Mahmud, riferendosi ovviamente al finanziamento “fast track” su cui le nazioni ricche sono impegnati in materia di adattamento e mitigazione climatica per il periodo 2010-2012.
Tra le più povere al mondo la nazione, spiega Mahmud, è attualmente uno dei paesi più vulnerabili al riscaldamento globale e, con una popolazione di 150 milioni, rappresenta quasi un sesto del miliardo di persone circa che si stima stiano già pagando lo scotto del cambiamento climatico; a confermarlo anche l’ultimo aggiornamento dell’indice di rischio climatico della Germanwatch, che la pone al primo posto nella classifica dei Paesi colpiti dalle conseguenze della crisi climatica.
Nell’arco di tempo che va dal 1990 al 2008 oltre 600 mila persone sono morte a causa di 11 mila eventi meteorologici estremi. In tal senso, ha aggiunto il ministro bengalese, i soldi saranno utilizzati per costruire rifugi anti-ciclone, rafforzare le scarpate costiere, sviluppare colture resistenti alle inondazioni e per un programma di riforestazione.
L’accordo raggiunto a Copenaghen non soddisfa Mahmud: “Non è sufficiente per le nostre necessità”, ma la creazione per la prima volta di un fondo mondiale, ammette il funzionario bengalese, rimane un importante progresso.