• Articolo , 17 gennaio 2008
  • Il brasile punta al solare termico

  • Dalla mecca del bioetanolo un ulteriore contributo al contenimento delle emissioni di CO2 con l’uso delle fonti rinnovabili

Il Brasile si sta seriamente impegnando dal punto di vista ambientale per ridurre le sue emissioni di gas serra. Il primo produttore mondiale per il bioetanolo, oltre ad aver reso obbligatoria dal primo gennaio la mescolanza del 2% di biodiesel al gasolio, introducendo esenzioni tributarie e crediti di scambio (attraverso il “Sello Combustible Social”), ora si lancia nel settore del solare termico. La Nazione, infatti, presenta condizioni ideali per lo sfruttamento dell’energia solare e sulla scia della legge municipale e statale, approvata a San Paolo, che impone di installare pannelli solari termici in tutti i nuovi edifici per riscaldare l’acqua, il governo sta premendo perché anche altri stati federali seguano questa strada. In un’intervista a Tierramérica, Delcio Rodrigues, coordinatore dell’iniziativa Ciudades Solares dell’Ong Vitae Civilis, ha dichiarato che il solare termico è in forte espansione in tutto il Brasile: la legge è già vigente in 45 municipi e anche lo Stato di Río de Janeiro il 3 gennaio ha promulgato una legge che segue l’esempio di quella di San Paolo. Iniziative molto utili perché, mentre ci si concentrava sui biocarburanti, si dimenticava che in Brasile il 47% del consumo casalingo di elettricità è dovuto proprio al riscaldamento dell’acqua. (fonte Ansa)