• Articolo , 23 settembre 2010
  • Il Brasile scala la vetta a colpi di petrolio e biocarburanti

  • Il direttore generale dell’ANP, Haroldo Lima, conferma la volontà del Paese di retrocedere neanche di un passo sulla sua strategia nel campo dell’etanolo e del biodiesel

(Rinnovabili.it) – La corsa al petrolio che ha contagiato il Brasile, fermamente intenzionato ad affermarsi entro il 2030 tra i più grandi produttori mondiali, non intaccherà in alcun modo il fiorente settore nazionale dei biocarburanti. Lo ha tenuto a precisare in questi giorni il direttore generale dell’Agenzia nazionale del petrolio, gas naturale e Biocombustibili (ANP), Haroldo Lima, per il quale “l’etanolo e il biodiesel rimarranno una priorità per il Paese”. Rimane un dato di fatto che la scoperta della riserva di “Tupi” da parte della compagnia petrolifera brasiliana Petrobras e il “mega-giacimento” annunciato dal governo nella Cuenca de Santos (stimato di circa 33 miliardi di barili di greggio), hanno apparentemente aperto una strada tutta in discesa alla nazione sudamericana. Ciò nonostante il governo ha intenzione di rimanere con i piedi per terra. “Non vogliamo trasformarci in una vittima della febbre del petrolio, né intendiamo sviluppare la nostra industria, pertanto abbiamo ora bisogno di modificare il contesto normativo”, ha detto Lima in occasione dell’apertura del Rio Oil & Gas Conference. Il Brasile sembrerebbe dunque fermamente intenzionato a mantenere la sua attuale politica di sviluppo, produzione ed esportazione dei biocarburanti e strana forse sarebbe una mossa contraria visto che, al momento, il Paese si è guadagnato la palma di primo produttore al mondo di etanolo da canna da zucchero.