• Articolo , 8 aprile 2008
  • Il Brasile sovvenziona le eco-pratiche dei contadini dell’Amazzonia

  • Un imminente progetto di legge definirà compensi economici per coloro che difenderanno i milioni di ettari della foresta

Il ministro dell’Ambiente Marina Silva ha presentato un progetto di legge che mira a definire le pratiche ambientali “ecologicamente corrette” da parte degli agricoltori, allevatori e taglialegna della foresta Amazzonica, per premiarle con sovvenzioni statali, crediti speciali e una maggiore apertura del mercato interno a prodotti “sostenibili a livello ambientale”. Marina Silva ha presentato il provvedimento come una priorità, rispondendo in questo modo alle rivendicazioni dei lavoratori rurali che da lungo tempo chiedevano alla comunità internazionale compensi economici per il loro ruolo nella difesa delle terre minacciate dalla deforestazione e dalle emissioni nocive. “Mantenere viva la foresta è un servizio importante” per l’intero pianeta, ha spiegato il ministro. Il compenso economico dovrebbe aiutare i lavoratori a mantenersi senza ricorrere ad “attività distruttive”, come la coltivazione della soia, il disboscamento illegale, l’uso di erbicidi o l’incendio del terreno per sfruttare le ceneri. Anche il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, ora impegnato in una visita ufficiale in Europa in difesa dei biocarburanti, si era espresso di recente in tal senso: “Niente convincerà un povero che non può tagliare un albero se non ottiene in cambio il suo diritto a lavorare, a mangiare”.