• Articolo , 4 novembre 2008
  • Il calo del petrolio danneggia le rinnovabili?

  • Nelle dinamiche del mercato energetico, il vertiginoso calo del prezzo del petrolio, crea problemi allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Opinioni e previsioni di esperti

Quanto la crisi finanziaria influirà sullo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili? E il calo delle quotazione del greggio quanto penalizzerà il ricorso alle energie alternative? A porsi questo problema è stato Angus Mc Crone, redattore capo di New Energy finance, un servizio di informazione londinese, specializzato nelle rinnovabili e negli investimenti nelle tecnologie pulite. Infatti su un articolo pubblicato da “EurActive” osserva come tutto ruoti intorno al costo del barile di petrolio, che è crollato dal suo record storico di 147 dollari raggiunto a luglio ai 63 dollari toccati il 28 ottobre e al relativo costo della CO2. Ad esempio, nel sistema europeo di scambio di quote di emissioni (ETS), una tonnellata di anidride carbonica, allo stato attuale, viene scambiata a circa 19 euro, mentre, a sentire la maggioranza degli analisti, solamente un costo minimo di 25 euro potrebbe garantire un impegno per migliorare l’efficacia e risultare in tal modo redditizio sul lungo termine. Prezzi troppo bassi per il CO2 spingeranno i nuovi entrati nel sistema ETS, ad acquistare i permessi di emissione a buon mercato, invece che investire nelle tecnologie pulite.