• Articolo , 5 dicembre 2008
  • Il clima delle città, le città per il clima

  • Gli Enti locali richiedono l’inserimento nel nuovo protocollo di Kyoto di un parametro che conteggi anche il contributo delle città nella sfida climatica

Si è svolta oggi a Bologna la conferenza nazionale “Il clima delle città, le città per il clima” promossa dall’Associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, dal Comune di Bologna e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica con l’obiettivo di riflettere su strategie e azioni che le città possono adottare, nel quadro di una stretta collaborazione con lo Stato per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. “In Italia il 70% della popolazione vive in zone urbane ed e’ chiaro che va disegnata una strategia che permetta di sfruttare le potenzialità e le peculiarità delle singole realtà territoriali”, ha rilevato il presidente del coordinamento delle Agende 21 locali Emilio D’Alessio, la cui speranza è “una maggiore collaborazione con il ministero dell’Ambiente per una strategia comune di tutti gli enti locali”. L’incontro è stato l’occasione per gli amministratori locali di tutta Italia d’esporre le loro pratiche ecologiche virtuose, interventi semplici, come l’isolamento di pareti di edifici pubblici, la sostituzione delle lampadine dei semafori, ma i cui dati parlano chiaro. Solo grazie ad azioni non strutturate infatti, si calcolano riduzioni di CO2 fino al 3,5% in comuni di medie dimensioni, che in alcuni casi possono salire fino al 15%. Ed in vista di questo impegno sempre crescente da parte degli Enti locali nella lotta ai cambiamenti climatici, una delle proposte sul tavolo della conferenza sarebbe l’inserimento di un parametro che conteggi questo contributo nel nuovo protocollo di Kyoto. In questo contesto Agenda 21 negli ultimi sei mesi ha lavorato su “un’analisi comparata dei diversi metodi di misurazione per arrivare a predisporre un modello condiviso che consenta di identificare l’apporto delle singole realtà territoriali”, ha spiegato ancora D’Alessio. Lo studio ha preso in considerazione 50 parametri in 15 realtà, tra comuni, province e regioni, su tutto il territorio nazionale.