• Articolo , 13 maggio 2008
  • Il Consiglio di Stato dice….

  • Dopo l’esame dei ricorsi

Sono storie che partono da luoghi e situazioni diverse Scansano, in Toscana, in provincia di Grosseto, dall’altra Martignano, in Puglia, in provincia di Lecce. Le due amministrazioni locali favorevoli all’energia eolica devono però battersi ricorrendo al Consiglio di Stato, contro le sentenze dei rispettivi Tar ottenute da chi di “pale” non ne vuole sentire parlare, anzi non vuole vedere, almeno in casa propria
Ma come dicevamo le due storie sono diverse e andiamo a vedere come sono nate le vicende e cosa rivendicano gli attori in campo.

*Il parco eolico di Scansano*

Siamo nella Toscana, terra vinicola, in provincia di Grosseto. Qui il parco già c’è ed é costituito da dieci pale eoliche e il suo smantellamento é stato chiesto, con un ricorso al Tar Toscana, dal produttore di vini Biondi Santi. ”Non si tratta di discutere se l’eolico sia utile o no, o di capire se il parco in questione produce o meno energia a sufficienza – aveva affermato Jacopo Biondi Santi, che aveva aggiunto poi – Si parla di un impianto che il Tar di Firenze, a fine giugno 2007, aveva dichiarato illegittimo, e su questo, solo su questo, si pronuncerà il Consiglio di Stato”. La sua azienda Castello di Montepò, le sue terre (compreso il castello medievale) sono circondati dalle pale del parco eolico.
A Jacopo Biondi Santi aveva fatto eco il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza che contrattaccava affermando che “‘Sarebbe una follia smantellare il parco eolico di Scansano e ci auguriamo che il Consiglio di Stato non lo permetta. Ostacolare la diffusione dell’energia eolica é una scelta, non solo sbagliata, ma anche profondamente anti-ambientalista – aveva rimarcato Cogliati Dezza – le 10 pale eoliche di Scansano danno energia pulita a più di 40.000 persone, risparmiando ogni anno l’emissione in atmosfera di 38.000 tonnellate di anidride carbonica e il loro impatto sul paesaggio é risibile, tanto più che sono state posizionate in corrispondenza dei tralicci di un grande elettrodotto preesistente. Parlare di scempio ambientale per il parco eolico di Scansano é assolutamente fuori luogo. I veri scempi ambientali in Italia – aveva concluso il presidente di Legambiente – sono l’abusivismo edilizio lungo le nostre coste e in tante zone di pregio, i mille porti turistici che sorgono ogni anno come funghi, le grandi infrastrutture inutili”.

*Il parco eolico di Martignano*

Per il comune della Puglia la situazione é diversa perché l’impianto ancora non esiste. Ad ostacolarlo c’è il ricorso al Tar di Lecce da parte di sette cittadini di Martignano, che eccepiscono sulla legittimità dei lavori per la costruzione del parco. La società che dovrebbe realizzarlo, la “Maestrale Green Energy” aveva precisato nei giorni scorsi che ”il progetto ha richiesto 30 milioni di euro d’investimento, 7 anni di iter autorizzativo, un referendum popolare che ha detto sì alla costruzione del parco eolico sul territorio di Martignano (con il 91% di consensi dei residenti)”.
”Mi chiedo come sia possibile fare impresa in Italia – si interrogava infatti Carlo Durante, amministratore delegato di Maestrale Green Energy – dopo aver ottenuto il via libera a livello amministrativo regionale, ci siamo improvvisamente visti bloccare la costruzione del parco”. Ma nel mirino ci sono anche i tempi: in Italia, affermava Durante, occorrono ”7 anni per ottenere l’autorizzazione alla costruzione di un parco eolico, contro i 7 mesi della Spagna e le 7 settimane della Germania”.

Sacansano

Martignano