• Articolo , 16 febbraio 2009
  • Il costo del risparmio

  • Con interventi mirati di efficienza energetica è possibile risparmiare fino a 12 € e 80 kg di CO2 ad abitante. Parola dell’Ing. Fauri, Docente di Sistemi Elettrici per l’Energia presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento e Presidente di “Polo Tecnologico per l’Energia Srl”

Il valore di assets “intangibili” come l’ambiente rappresenta forse l’unica vera ricchezza che una società, anche il suo ambito produttivo, possa possedere. Ne parliamo con l’Ing. M.Fauri.

*_Ing. Fauri, anche alla luce dell’attuale crisi finanziaria mondiale, quali possono essere le politiche pubbliche per la salvaguardia dell’ambiente e per il sostegno allo sviluppo dell’economia?_*
Dai recenti dibattiti politici traspare che il rispetto del protocollo di Kyoto sia economicamente insostenibile per l’Italia, tanto che il governo ha chiesto all’Europa la proroga delle scadenze. A questo proposito, proviamo a fare chiarezza sull’entità dei costi per la riduzione dei consumi energetici. Gli interventi necessari per la riduzione delle emissioni di CO2, comportano l’incremento della produzione dell’energia da fonte rinnovabile, ma soprattutto il miglioramento dell’efficienza negli usi finali e nei processi di trasformazione dell’energia primaria da fonte fossile.
Decine di comuni italiani e trentini hanno già sviluppato e applicato piani di efficienza energetica per la riduzione dei consumi energetici e dei costi.

*_Ma esiste una reale convenienza?_*
L’esperienza fatta ha dimostrato che con semplici interventi tecnici si possono risparmiare mediamente ogni anno tra 7 e 12 euro per ogni abitante. Gli investimenti economici richiesti per ottenere questi obiettivi si aggirano tra 40 e 50 euro per abitante. Considerando il costo del denaro, i tempi di ritorno degli investimenti fatti per aumentare l’efficienza energetica, sono compresi tra 5 e 10 anni. Il beneficio ambientale conseguito è compreso tra 50-80 kg di emissioni di CO2 evitate per ogni abitante.
Da questi semplici risultati, si può dedurre che in tutta Italia, solamente in ambito pubblico, si potrebbero risparmiare oltre 800 milioni di euro all’anno, evitando di emettere in atmosfera oltre 5 milioni di tonnellate di CO2, pari ad un settimo della quota inizialmente assegnata all’Italia dal protocollo di Kyoto.

*_Quali potrebbero essere gli interventi da realizzare in concreto?_*
Interventi di efficienza energetica semplici ed immediati si possono ottenere con la sostituzione delle tipologie di lampade nel campo dell’illuminazione pubblica. La riduzione dei consumi può raggiungere un valore percentuale fino al 40%. Altri significativi risultati si possono ottenere con la sostituzione delle caldaie obsolete, con il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici – a volte del tutto assente -, con la regolazione della velocità dei motori elettrici e con semplici sensori di luminosità e/o di presenza. La modifica delle abitudini e dei comportamenti delle persone può inoltre consentire di raggiungere ulteriori valori di risparmio energetico del 25-30%, senza alcun tipo di investimento economico.

*_E la convenienza per le imprese del settore?_*
Negli ultimi decenni, le opere pubbliche sono state realizzate senza badare troppo all’efficienza energetica e lo spreco dell’energia che ne deriva diventa oggi un’interessante opportunità economica. Gli investimenti in efficienza energetica hanno una redditività del 15-20%, valore ben superiore a qualsiasi operazione finanziaria, senza alcun tipo di rischio bancario. Ma non solo. Oltre al fattore economico, ne deriva anche un beneficio ambientale, valore che purtroppo sarà presto inestimabile.