• Articolo , 28 gennaio 2009
  • Il fotovoltaico anche nel cimitero. Battaglia vinta a Nardò

  • Via libera all’energia prodotta dal sole, anche nel cimitero comunale. Vincenzo Cordella, infatti, l’ha spuntata nella sua personale battaglia contro gli uffici comunali e la burocrazia un po’ contorta; da oggi potrà illuminare i loculi nel camposanto di Nardò con l’elettricità prodotta da un piccolo pannello fotovoltaico piazzato sulla terrazza della sua cappella gentilizia. E […]

Via libera all’energia prodotta dal sole, anche nel cimitero comunale. Vincenzo Cordella, infatti, l’ha spuntata nella sua personale battaglia contro gli uffici comunali e la burocrazia un po’ contorta; da oggi potrà illuminare i loculi nel camposanto di Nardò con l’elettricità prodotta da un piccolo pannello fotovoltaico piazzato sulla terrazza della sua cappella gentilizia. E c’è da giurare che da ora saranno in molti a convertirsi all’energia pulita al camposanto.

Tutto inizia prima di Natale quando un cittadino, proprietario di una cappella, si vede recapitare un’ordinanza del sindaco: ispirato da una relazione dei Lavori pubblici, il primo cittadino intima a tecnici, vigili e forze dell’ordine di far demolire un piccolo «sgabello» fotovoltaico (circa quaranta centimetri per lato, installato sul lastricato solare della cappella) che serve a fornire energia ad una lampadina votiva che si trova all’interno, dove ci sono i loculi con i cari defunti.
Le caratteristiche dell’impianto fotovoltaico sono: un pannello garantito vent’anni e una batteria al gel sigillato, con tossicità pari a zero. Ma Cordella non è l’unico a ribellarsi. C’è chi, infatti, non rinnova più il contratto di illuminazione votiva, considerato esoso, oppure chi ricarica, ogni settimana, una piccola batteria tradizionale e con questa alimenta la lampadina. «Al di là del modesto risparmio, che a tanti può far comodo», spiega Cordella, «i cittadini devono ribellarsi alla tassa eccessiva e, già che ci sono, adeguarsi alle nuove forme di produzione energetica».
Nei giorni scorsi, la sorpresa: arriva il retro-front del sindaco con un’altra ordinanza che dà ragione a Cordella. Il primo cittadino prende atto della realtà e spiega che, in seguito a più approfondite considerazioni e valutazioni condivise e sostenute dal direttore generale del Comune, Gianni Barchetti, quel pannello può, anzi deve, rimanere al posto suo. «Si tratta dell’applicazione di una fonte alternativa di energia», dice il Antonio Vaglio nell’ordinanza, «e di un impianto, peraltro, ritenuto agibile dal competente ufficio comunale, il settore Urbanistica e Ambiente, e, in ogni caso, svincolato e disgiunto dalla rete elettrica per la distribuzione di energia ad uso di illuminazione votiva nelle cappelle cimiteriali, di cui agli articoli della concessione del servizio alla ditta Borgia, non è minimamente in contrasto con il regime di esclusività in cui opera la concessionaria, atteggiandosi sostanzialmente come un qualsiasi lume ad olio, a cera o a pile elettriche». Ed è proprio il caso di dirlo: Luce fu.