• Articolo , 1 luglio 2010
  • Il Louvre diventa “eco”: la Monnalisa sorriderà alla luce del LED

  • Il museo ha firmato ieri un importante accordo con la Toshiba per la ristrutturazione dell’impianto di illuminazione di alcune delle sale più visitate dai turisti di tutto il mondo. Tutto usando solo la tecnologia a LED

(Rinnovabili.it) – Qualche romantico potrebbe storcere il naso e pensare che non sarà più la stessa cosa ammirare le opere dei grandi maestri ospitate nel museo del Louvre illuminate dalla luce a LED. Invece bisognerà farci l’abitudine e considerare come un significativo regalo all’ambiente l’accordo stipulato ieri da Toshiba Corporation e il museo parigino per contribuire a illuminare il museo, ora in fase di ristrutturazione. In base a questo accordo Toshiba supporterà la ristrutturazione del sistema di illuminazione in uno dei luoghi più visitati al mondo, mettendo al servizio del museo tutte le sue migliori tecnologie e conoscenze nel campo dei LED.
I lavori di ristrutturazione del complesso saranno effettuati anche per poter garantire l’adozione di un sistema ad elevata efficienza energetica con soluzioni più rispettose per l’ambiente. Per questo motivo è stato deciso di sostituire il sistema di luci interne allo xenon con la soluzione a basse emissioni di CO2 e decisamente più “green”di Toshiba. Molti degli ambienti più conosciuti dai turisti saranno protagonisti di questa piccola grande rivoluzione: la Piramide, l’icona del museo visibile dall’esterno, la Cour Napoléon e anche la Cour Carrè, l’ingresso principale del museo. La sostituzione del vecchio impianto con i nuovi LED nelle prime due sezioni (Piramide e Cour Napoléon) verrà completata entro il 2011, mentre per la Cour Carrè bisognerà aspettare il 2012. L’intervento finale prevede l’istallazione di circa 4.500 punti per l’illuminazione di pareti e tetti.
Toshiba cercherà di non trasformare l’affascinante atmosfera delle sale parigine e per questo cercherà di mettere al servizio del museo tutte le tecnologie più innovative per illuminare gli ambienti in maniera “non troppo fredda”. La società, inoltre, sensibile alle necessità ambientali ha già cessato la produzione di lampadine a incandescenza lo scorso marzo.