• Articolo , 1 luglio 2011
  • Il mare si studia con l’energia dei microbi

  • Testato a largo delle coste thailandesi un sensore per il monitoraggio oceanico che sfrutta l’idrogeno prodotto da una fuel cell microbica per i suoi spostamenti

(Rinnovabili.it) – Un nuovo ed entusiasmante esperimento è stato recentemente condotto al largo della costa della Thailandia, nell’ambito del partenariato tra il Royal Thai Defense Science and Technology Department e il Pacific Command statunitense. Battezzato con il nome _Crimson Viper,_ il progetto si è occupato di testare nelle acque thailandesi l’efficacia di *un sensore per il monitoraggio oceanico* rileva le variazioni della temperatura dell’acqua e della pressione a diverse profondità.
Il dispositivo è stato reso completamente autonomo sotto il profilo energetico, nell’immersione e nella risalita, grazie all’impiego di una *cella a combustibile microbica*. Ma a differenza di quanto possa essere logico pensare, il dispositivo non sfrutta l’elettricità generata dalla pila bensì il principale sottoprodotto della attività microbica, vale a dire l’idrogeno.
Il sensore cilindrico, chiamato non a caso *Zero Power Ballast Control*, è composto da due camere: una parte superiore contenente tutta l’elettronica, le valvole e i solenoidi, e una camera bassa che si pressurizza man mano che i batteri crescono e quindi rilasciano gas. A sua volta questo’ultimo permetterà al dispositivo di galleggiare e usando un timer a bassa potenza – tra 1 e 10 milliwatt – gli scienziati sono riusciti a programmare le immersioni e le risalite on demand.
Il cilindro è stato collegato ad una linea di ormeggio a largo di un molo militare a Sattahip, Thailandia, e tenuto in posizione per una settimana.