• Articolo , 7 giugno 2010
  • Il mercato pv tedesco potrebbe raddoppiare nonostante i tagli

  • Sarà sempre la Germania a confermarsi come il mercato solare più grande del mondo nel 2010, anzi, quest’anno promette di superare anche il 2009, complice una maturità ormai consolidata e una cultura cittadina pro-rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Le decurtazioni al Feed-in-tariff del fotovoltaico tedesco hanno spaventato e messo in allarme un mercato che fino oggi poteva considerasi il numero uno al mondo. Un primo taglio degli incentivi era già stato operato a gennaio ma il vero colpo di scure entrerà in vigore dal 1° luglio con percentuali di riduzione del 15% per gli impianti a terra e del 16% per quelli sulle coperture.
La decisione governativa continua a ricevere dure critiche dagli operatori del settore che annunciano futuri deficit societari, perdite di posti di lavori ed arresto del mercato. Eppure nonostante le voci di un rallentamento, il segmento teutonico potrebbe avere un altro anno in crescita, stabilendo l’ennesimo record come _il più grande mercato solare del mondo_. Il perché lo spiega Henning Wicht, senior director e principale analista di iSuppli, che prevede a fine 2010 l’istallazione di ulteriori 7 GW nazionali (attualmente a quota 9, 8 GW): “Le esperienze della Spagna nel 2008 e della stessa Germania nella seconda metà del 2009 indicano che il mercato tedesco nel 2010 può crescere del 100%”, ha detto Wicht. Questo perché il solare continua ad avere condizioni di investimento vantaggiose, ha detto Wicht, soprattutto per le istallazioni “domestiche”, dove la cultura ‘verde’ può considerarsi penetrata nella popolazione.
Wicht si lancia anche nelle previsioni sugli altri mercati affermando che l’Italia potrebbe presto a trovarsi a sorpassare la Germania, con Stati Uniti, Francia, Giappone e Cina in rapida successione. Ma qualsiasi comparto si faccia avanti, conclude l’analista, le aspettative incoronano ancora una volta l’Europa come il mercato più attraente per il prossimo futuro, con la capacità di richiamare a sé il 60 per cento di tutti gli impianti.