• Articolo , 16 luglio 2008
  • Il metano dà una mano… all’effetto serra?

  • Grossi rischi se gli studi dovessero rivelarsi esatti: le grandi quantità di gas metano liberate dallo scioglimento dei ghiacci farebbero innalzare la temperatura a ritmi notevoli, con disastrose conseguenze per la terra

Ricordate lo slogan pubblicitario che promuoveva il metano come una fonte di energia pulita? Beh oggi la situazione potrebbe capovolgersi se si dimostrassero vere le teorie di istituti e studiosi che da alcuni anni controllano la situazione. Questo metano tratterrebbe il calore nell’atmosfera ventuno volte più dell’anidride carbonica. In particolare Martin Kennedy, geologo USA, sostiene che se il nostro pianeta è diventato vivibile oltre seicento milioni di anni fa, è stato grazie ad un innalzamento della temperatura dovuto allo sprigionarsi enormi quantità di metano dalla calotta di ghiaccio che ricopriva la Terra (allora arrivava all’equatore). Un’immissione di metano nell’atmosfera l’avrebbe riscaldata, sciogliendo altri ghiacci che avrebbero liberato altro gas metano, che avrebbe riscaldato l’atmosfera e così via…
Per il geologo americano qualcosa di simile potrebbe ripetersi ai giorni nostri. Se le temperature continuano a salire, dalle oltre 10 mila giga-tonnellate di metano ghiacciato intrappolato nel permafrost e sul fondo degli oceani, potrebbero sfuggire ingenti quantità di gas. Gli effetti sul clima sarebbero catastrofici: il rilascio di metano secondo Kennedy potrebbe riscaldare la Terra di decine di gradi e il fenomeno potrebbe avere tempi molto rapidi, anche al di sotto del secolo.
Più o meno alle stesse terribili previsioni sono giunti altri istituti ed anche altri scienziati come ad esempio lo “U.S. Geological Survey” secondo cui il metano catturato dal ghiaccio (cioè gli idrati di metano) è più ricco di carbonio organico più di tutto il carbone, il petrolio e il gas naturale non congelato custoditi dalla terra. Poi c’è Natalia Shakhova, biochimica russa, che sostiene che la fuoriuscita di metano dai ghiacci dell’artico, a causa del global warming, addirittura starebbe già avvenendo.
E ancora. Katey Walter, ricercatrice dell’University of Alaska, ha constatato nei suoi studi come il rilascio del gas metano nell’atmosfera dall’Artico, dopo novemila anni di calo, negli ultimi cento anni ha invece invertito la tendenza, iniziando di nuovo a salire con la possibilità di tornare e forse superare la soglia di undicimila anni fa.
Oltre alla riduzione della temperatura dell’atmosfera, un altro aiuto potrebbe essere quello di estrarre il metano ghiacciato per poterlo poi utilizzare come combustibile, ma la tecnologia in questo campo è indietro e risultati apprezzabili non potrebbero arrivare che dopo decenni.