• Articolo , 29 luglio 2008
  • Il nostro premier inaugurerà la centrale a carbone dell’Enel

  • Una realizzazione che produce energia dal carbone e che sfrutta sistemi di abbattimento delle emissioni che ne fanno un impianto, come dichiara l’Enel che lo ha realizzato, davvero unico al mondo

Partirà domani, alla presenza del primo ministro, la nuova centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord, situata nei pressi di Civitavecchia.
L’Enel che gestisce l’impianto, dichiara che, in virtù di un insieme di tecnologie, strutture e apparecchiature impiegate, è riuscita a realizzare l’impianto a carbone più avanzato al mondo, capace, a quanto dichiara l’azienda, di coniugare l’efficienza della produzione con il rispetto delle normative sull’impatto ambientale. Si tratta di un progetto di riconversione che l’Enel ha avviato nel 2003, modificando l’impianto a olio combustibile (funzionante negli anni 1984 – 86) e che ora è in grado di produrre, con tre gruppi da 660 MW, una potenza complessiva di 1.980 MW che a pieno regime erogherà circa 12.000 GWh all’anno, tanto da soddisfare metà del fabbisogno energetico del Lazio.
La centrale di Torrevaldaliga Nord ha ottenuto una certificazione UE attraverso l’EMAS (Eco – Managment and Audit Scheme), cui le organizzazioni si rivolgono per valutare e migliorare le proprie performance ambientali e per fornire informazioni sulla gestione di tecnologie e strutture, a tutela dell’ambiente.
Alcuni comitati oppositori al progetto contestano la centrale, che a loro dire è frutto di uno sviluppo “imposto dall’alto” e denunciano delle emissioni che, secondo loro, saranno dannose per il territorio, apportando danni notevoli a tutta l’area interessata. Ovviamente l’Enel, dal canto suo, insiste nel sostenere che invece le emissioni di Torrevaldaliga sono ben al di sotto dei livelli stabiliti, addirittura la metà rispetto al limite stabilito in sede EU e in vigore già da quest’anno.
Genericamente questa tecnologia viene da alcuni chiamata a carbone pulito. Ma cosa si intende per carbone pulito? Il carbone pulito in realtà non esiste. Quando questo combustibile fossile brucia, emette composti di zolfo SOx e di azoto NOx e anidride carbonica CO2, in percentuale maggiore degli altri combustibili fossili.
Per gli SOx e gli NOx esistono delle normative che stabiliscono percentuali massime ammesse nei fumi di emissione. E proprio per rispettare questi livelli, le centrali sono equipaggiate di dispositivi, per l’abbattimento delle emissioni nocive, chiamati “desolforatori” e “denitrificatori”. Per la CO2, al momento, non sono disponibili sistemi praticamente applicabili. “Carbone pulito” è quindi una definizione generica e sarebbe più corretto parlare di carbone legale, cioè carbone le cui emissioni, bruciando secondo determinati sistemi, rientrano nei limiti stabiliti dalla legge per le emissioni nocive.