• Articolo , 24 settembre 2008
  • Il nuovo Piano di azione ambientale della Regione

  • In rampa di lancio il “Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile della Regione Emilia-Romagna 2008-2010”, con la proposta di approvazione della Giunta regionale all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Si tratta del programma Triennale Regionale di Tutela Ambientale 2008/2010, ai sensi della Legge regionale n. 3 del 1999, definito con la partecipazione attiva delle […]

In rampa di lancio il “Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile della Regione Emilia-Romagna 2008-2010”, con la proposta di approvazione della Giunta regionale all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Si tratta del programma Triennale Regionale di Tutela Ambientale 2008/2010, ai sensi della Legge regionale n. 3 del 1999, definito con la partecipazione attiva delle Province e dei portatori di interesse per conservare ed aggiornare gli obiettivi strategici e il piano di azioni predisposto. Tra gli obiettivi strategici, la riduzione della vulnerabilità ambientale dei sistemi regionali, ma anche la promozione di comportamenti attivi e responsabili da parte di cittadini produttori e consumatori nei confronti dell’ambiente e delle dimensioni nelle quali viene coinvolta la sua tutela. Il Piano individua sei aree prioritarie di azione, in coerenza con le indicazioni del sesto Piano di azione ambientale dell’Unione Europea. Le aree prioritarie costituiscono la base di analisi per la definizione degli obiettivi. Al primo posto, nell’elenco dei temi su cui intervenire, i cambiamenti climatici e l’energia pulita, con l’obiettivo principe, sulla base dell’agenda di Kyoto, della riduzione dell’8% delle emissioni entro il 2012. Tra gli ambiti di manovra, energia e trasporti, oltre ad un ulteriore e crescente azione di promozione del risparmio energetico a partire dai privati. Strettamente legata alla prima è l’area tematica dei trasporti sostenibili, agendo principalmente sulle leve del sistema della mobilità e della logistica, oltre che sull’edilizia sostenibile e sulle aziende private. Al terzo posto, la promozione di consumo e di produzione sostenibili, mentre la quarta rea tematica affronta l’obiettivo della protezione e del ripristino dei sistemi naturali, con uno sforzo parallelo per arrestare la perdita di biodiversità e tutelare il suolo dai rischi di erosione e di inquinamento. Di pari passo procedono poi le aree 5 e 6, laddove “ambiente e salute”, intesa come una vera e propria agenda che interviene sui delicati equilibri tra stato di salute dei vari segmenti di popolazione e contesto di vita, interagisce con “istruzione e formazione”, un altro ambito dove fondamentale è l’atteggiamento proattivo del cittadino che “riceve” importanti informazioni su stili di vita e sviluppo sostenibile, benessere e modelli di produzione e consumo. Il Piano, il relativo rapporto ambientale e la sua sintesi (non tecnica) sono depositati per la libera consultazione da parte dei cittadini presso la Direzione Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa nella sede regionale di Via Dei Mille 21 a Bologna per 60 giorni consecutivi dalla data di pubblicazione nel BUR (24 settembre 2008) ai sensi del D.Lgs. 16 gennaio 2008, n.4. Chiunque può presentare proprie osservazioni entro il termine di 60 giorni alla Direzione Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa nella sede regionale di Via Dei Mille 21 in Bologna.