• Articolo , 6 marzo 2008
  • Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi esporta la propria esperienza al Sud

  • Attivato un gemellaggio per favorire la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili nel Parco Nazionale del Pollino, il più esteso d’Italia L’Italia è spesso accusata di non saper spendere i fondi che l’Unione Europea mette a disposizione del nostro Paese. Esistono però Enti pubblici che hanno dimostrato, in questi anni, grande capacità di realizzare progetti cofinanziati […]

Attivato un gemellaggio per favorire la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili nel Parco Nazionale del Pollino, il più esteso d’Italia
L’Italia è spesso accusata di non saper spendere i fondi che l’Unione Europea mette a disposizione del nostro Paese. Esistono però Enti pubblici che hanno dimostrato, in questi anni, grande capacità di realizzare progetti cofinanziati dall’Unione Europea. Uno tra questi è il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che finanzia oltre la metà delle proprie attività con fondi che arrivano da Bruxelles. Per valorizzare questa ed altre positive esperienze di “buon governo”, il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato un progetto per favorire il trasferimento di conoscenze tra Enti pubblici. In pratica si attivano gemellaggi tra amministrazioni pubbliche per “travasare” le esperienze tecnico-amministrative sulla gestione dei progetti comunitari da un Ente all’altro. Al Ministero dello Sviluppo Economico si è affiancato, in questa attività, anche quello dell’Ambiente, per avviare scambi tecnici tra Parchi Nazionali. In questo quadro generale è nata l’idea di un gemellaggio tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e quello del Pollino. L’esperienza oggetto dello scambio è il progetto “Fossil free”, realizzato nelle Dolomiti Bellunesi per favorire l’uso di fonti energetiche rinnovabili. In questi anni malghe, rifugi, centri visitatori, bivacchi e altre strutture del Parco sono state dotate di impianti che utilizzano solo fonti rinnovabili, non derivanti dal petrolio. Sono stati così realizzati impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (a Candaten e in molti bivacchi); installati generatori e cogeneratori alimentati a biodiesel (nelle malghe); costruite centraline microidroelettriche (che alimentano i rifugi Bianchet e Pian de Fontana); acquistate caldaie a legna o pellet (per riscaldare bivacchi, malghe e foresterie).In questo modo il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi è diventato un’area dimostrativa “libera” dalla schiavitù dell’energia fossile. Il potenziale di sostituzione di energia fossile in un’area naturale protetta poco antropizzata com’è il Parco è certamente limitato dal punto di vista quantitativo, ma l’impatto comunicativo dell’esperienza è stato notevole, tanto che il progetto ha ricevuto diversi premi a livello nazionale ed internazionale, e molti Comuni del Parco hanno iniziato ad utilizzare fonti alternative per riscaldare scuole, piscine e altri edifici pubblici.Ora l’esperienza bellunese sarà esportata al Sud, nel più grande Parco Nazionale italiano: quello calabro-lucano del Pollino. Grazie al progetto di gemellaggio, avviato dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e finanziato dall’Unione Europea, quattro funzionari del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi trascorreranno tre giorni al Pollino, per illustrare ai colleghi come è stato realizzato, dal punto di vista tecnico ed amministrativo, il progetto Fossil free.Nei prossimi mesi i tecnici calabresi e lucani trascorreranno una settimana tra le Dolomiti, per vedere nel concreto gli impianti realizzati.“La scelta del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi da parte del Ministero dell’Ambiente per realizzare questo gemellaggio – ha dichiarato il Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Nino Martino – è motivo di grande soddisfazione, perché è un riconoscimento a livello nazionale della qualità del nostro lavoro e dell’efficienza della gestione del Parco. Mi auguro che la nostra esperienza possa rivelarsi utile per gli amici del Pollino, impegnati a tutelare una delle aree montuose più belle del Sud Italia. Oggi viene richiesta, giustamente, una maggiore efficienza degli Enti pubblici: questa azione avviata dal Ministero, che permette la diffusione nella pubblica amministrazione di esperienze virtuose, è la migliore risposta a questa esigenza.”Il Presidente Guido De Zordo e il collega Domenico Zappaterra, Presidente del Pollino, si sono incontrati a Roma, presso l’esposizione Park Life, per concordare le azioni da sviluppare congiuntamente, allo scopo di mettere in rete due dei più noti Parchi Nazionali italiani.