• Articolo , 11 maggio 2011
  • Il Parco Nazionale Sila verso la Carta Europea del Turismo Sostenibile

  • Il Parco Nazionale della Sila si è candidato alla Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS), un progetto della Federazione Europea delle aree protette, EUROPARC, che intende offrire uno strumento pratico all’ applicazione concreta del concetto di sviluppo sostenibile, ed in particolare di quello turistico. Le attività di progetto avviate da oltre un anno dal Parco […]

Il Parco Nazionale della Sila si è candidato alla Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS), un progetto della Federazione Europea delle aree protette, EUROPARC, che intende offrire uno strumento pratico all’ applicazione concreta del concetto di sviluppo sostenibile, ed in particolare di quello turistico.
Le attività di progetto avviate da oltre un anno dal Parco Nazionale della Sila per la candidatura alla Carta Europea del Turismo Sostenibile stanno arrivando a conclusione. Infatti, durante i giorni scorsi l’Ente ha ospitato il Valutatore designato da Europarc, Josep Maria Prats i Santaflorentina, coinvolto in una serie di esperienze dirette sul territorio utili a rendergli note le molte iniziative intraprese dal Parco in sinergia con gli Operatori, gli Enti Locali e le Associazioni attive sul territorio. Dopo aver visitato la sede istituzionale dell’Ente ed i suoi uffici, il Valutatore ha avuto modo di incontrare differenti rappresentanti delle azioni locali ai quali ha illustrato l’applicazione della Carta Europea nel Parco Vulcanico della Garrotxa, in Catalonia, dove lavora, al fine di mostrare i risultati positivi del progetto.

All’incontro, cui sono intervenuti anche la presidente e il direttore dell’Ente Parco, Sonia Ferrari e Michele Laudati, sono seguiti un breve tour nel centro di Lorica, presso le strutture sportive della “perla della Sila”, ed una visita all’Abbazia florense, al Museo Demologico e alle botteghe artigiane di San Giovanni in Fiore. Il tour è proseguito poi verso il Centro Visita Cupone e il gruppo si è poi spostato alla volta di Longobucco, per la visita al Museo dell’Artigianato Silano e della Difesa del Suolo, inaugurato recentemente dall’Ente Parco e dal Comune di Longobucco.

Tappe immancabili della giornata sono state i vari centri d’eccellenza dell’enogastronomia locale e non sono mancate una visita alla riserva Biogenetica “I Giganti di Fallistro” e, spostandosi verso la Sila Piccola con l’ausilio del Corpo Forestale dello Stato, una tappa al centro Visita “Antonio Garcea”, a Monaco. Poi Villaggio Palumbo ed il Lago Ampollino in direzione Cotronei ed il Museo del Brigantaggio. Ciò che il Valutatore ha sottolineato è lo spirito di partecipazione degli attori locali alle iniziative ed alle proposte del Parco della Sila, il dialogo e la comunione di intenti nell’incentivare lo sviluppo del territorio, a dimostrazione che il lavoro fino ad ora svolto ha creato un background positivo di relazioni assidue e di reciprocità fra gli Operatori e l’Ente Parco, oltre che fra il Parco e le Istituzioni.

Entro il 15 maggio, il Valutatore dovrà presentare una relazione ad Europarc circa le attività svolte nei giorni in Sila e su quanto è ancora necessario per considerare positivamente la Candidatura del Parco Nazionale della Sila. L’Europarc Consulting si riunirà nelle giornate dal 27 giugno all’1 luglio, date in cui verranno valutate le diverse candidature e sarà dato il responso che verrà ufficializzato da Europarc a fine agosto.
L’Ente Parco attende dunque l’esito di questo importante progetto, consapevole dell’importanza della Carta Europea quale strumento utile a stabilire e consolidare le sinergie locali fra gli Enti (Comuni, Comunità Montane, Province ecc..), i privati e le Associazioni, impegnati insieme a definire una strategia comune di azione sul territorio silano per il suo sviluppo ecosostenibile. Da tali strategie comuni si dipaneranno poi le varie progettualità sancite da accordi fra l’Ente e il territorio, che, per la durata di cinque anni, vedrà attuarsi il piano di azioni assunto dall’Ente come da disposizioni di Europarc, per il quale, annualmente, andranno monitorati i risultati. Questo perché si possa, al termine del quinquennio, procedere ad una nuova disamina del territorio che consenta di valutarne lo sviluppo in termini di coerenza con le azioni indicate dalla Carta Europea del Turismo Sostenibile.