• Articolo , 24 aprile 2009
  • Il picco buono

  • Il “picco”, cioè il punto di massimo di una curva che descrive, in funzione del tempo, la quantità di una “cosa” – di un minerale, di una merce, di una popolazione – ha in generale un carattere negativo: indica l’esaurimento di una riserva di minerali o di materie prime, la diminuzione della produzione di una […]

Il “picco”, cioè il punto di massimo di una curva che descrive, in funzione del tempo, la quantità di una “cosa” – di un minerale, di una merce, di una popolazione – ha in generale un carattere negativo: indica l’esaurimento di una riserva di minerali o di materie prime, la diminuzione della produzione di una merce agricola o industriale, l’abbandono di un processo produttivo, l’esaurimento della fertilità del suolo, l’aumento della mortalità rispetto alla natalità, e fatti simili.

Ci sono però anche alcuni picchi “buoni”, quelli della produzione di una merce inquinante (il DDT, alcuni CFC, del piombo tetraetile, eccetera), che viene abbandonata o vietata, ma il picco più buono di tutti è quello delle bombe atomiche che hanno raggiunto il picco di poco più di 69.000 unità nel 1986 per scendere a circa 31.000 unità nel 2000 (“thebulletin.metapress.com”:http://thebulletin.metapress.com/content/q16v661n5173104t/fulltext.pdf).

Anche la potenza distruttiva dei missili intercontinentali americani e sovietici/russi ha avuto un picco nei primi anni settanta, con un secondo picco minore intorno al 1990 (“thebulletin.metapress.com”:http://thebulletin.metapress.com/content/037qk4866n431045/fulltext.pdf).