• Articolo , 23 marzo 2009
  • Il presidente della Cina invitato da Greenpeace a Copenaghen

  • L’invito del presidente cinese alla Conferenza di Copenaghen, va nella direzione di coinvolgere sempre più la Cina, oggi ormai il paese che inquina di più nel pianeta, nella lotta ai cambiamenti climatici

“Copenaghen rappresenta la possibilità migliore, forse l’ultima, di evitare la catastrofe”. Queste sono le parole di Li Yan, il responsabile del “climate change” di Greenpeace sezione cinese durante l’inaugurazione del display per il countdown alla Conferenza sul post-Kyoto.
Ed è stato proprio Greenpeace cinese che ha chiesto a Hu Jintao, presidente della Cina, di presenziare ai lavori del Vertice Onu del prossimo dicembre a Copenaghen.
La posizione ufficiale della Cina sulla questione dell’inquinamento è nota a tutti: Pechino è dell’opinione che i Paesi più sviluppati, che da più tempo e in maggiori quantità emettono gas serra, debbano farsi carico della gran parte delle responsabilità per il cambiamento climatico.
D’altra parte la Cina con l’incredibile tasso di sviluppo, anche industriale, che ha avuto nell’ultimo decennio è diventato il paese più inquinante della Terra, soffiando questo non invidiabile primato agli Stati Uniti, ora quindi al secondo posto. E in questa scomoda posizione, nonostante tutti i distinguo che si possono fare in merito, non può però esimersi dal partecipare alla lotta contro il cambiamento climatico.