• Articolo , 19 ottobre 2009
  • Il presidente Formigoni lancia il “Piano per l’economia sostenibile”

  • Un programma “ambizioso” per far partire con grande spinta un comparto di “economia ambientalmente sostenibile”, in grado di creare entro il 2015 almeno 40.000 nuovi posti di lavoro, legati a queste nuove produzioni. Aprendo i lavori del meeting con i più importanti rappresentanti del mondo delle imprese, banche, associazioni di categoria, sindacati, società del settore […]

Un programma “ambizioso” per far partire con grande spinta un comparto di “economia ambientalmente sostenibile”, in grado di creare entro il 2015 almeno 40.000 nuovi posti di lavoro, legati a queste nuove produzioni.
Aprendo i lavori del meeting con i più importanti rappresentanti del mondo delle imprese, banche, associazioni di categoria, sindacati, società del settore energia sul “Piano per una Lombardia sostenibile”, il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ne ha riassunto in questi termini il significato e la portata.

“Il Piano – ha spiegato Formigoni – prevede lo stanziamento di 900 milioni di risorse pubbliche, in parte recuperate da programmi già esistenti, in parte nuove, per progetti però tutti nuovi. Con l’incontro di oggi chiediamo alla società lombarda di collaborare con noi investendo altri fondi che ci permettano di arrivare ad una cifra di 2,2 miliardi di investimenti”.
Il Piano (la cui stesura finale avverrà appunto dopo questo confronto) “non è della Regione – ha sottolineato il presidente – ma vuole essere dell’intera Lombardia”.
Tra i progetti più significativi, incentivi per nuove forme di mobilità a basso impatto ambientale, rinnovamento del sistema infrastrutturale e dei trasporti, efficientamento energetico delle piccole e medie imprese e dell’edilizia, concreta diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Ma anche nuove regole per la gestione del territorio e per la realizzazione di interventi di risparmio energetico in tutti i settori (dall’edilizia, al commercio, alla sanità), con una forte attenzione alle più moderne tecnologie e all’innovazione.
“La Lombardia – ha aggiunto Formigoni – si muove tra i primissimi al mondo sul versante nuovo dello sviluppo dell’economia verde e delle imprese ambientalmente compatibili”.

Il Piano lombardo per la sostenibilità è il contributo che la Regione mette in campo per raggiungere l’obiettivo 20-20-20 dell’Unione Europea (abbattimento del 20% delle emissioni di CO2, 20% dei consumi energetici da fonti rinnovabili e risparmio del 20% dell’energia utilizzata, il tutto entro il 2020) e per fare della stessa Lombardia un territorio “a bassa intensità di carbonio e ad alta efficienza energetica”. In questo contesto va collocata la lotta all’inquinamento che – ha messo in evidenza Formigoni – “ha due facce, quella globale e quella locale, connesse tra di loro ma talvolta anche in antitesi. Compito di un governo regionale è conciliare le esigenze locali con quelle globali. In questa direzione l’esperienza maturata dalla nostra Regione e dalle altre regioni europee dimostra che il livello dei governi subnazionali è quello meglio in grado di realizzare questo obiettivo”.
Per concretizzare il Piano, che si svilupperà con interventi a breve, medio e lungo termine, la Regione ha chiamato dunque a raccolta l’intera società lombarda. C’è la consapevolezza infatti che l’unico modo per rendere effettive le azioni in esso contenute sia la condivisione e compartecipazione di tutte le forze attive in Lombardia.

La realizzazione del Piano sarà tutt’altro che un costo da sostenere ma potrà rappresentare al contrario una grande opportunità di crescita economica e occupazionale, garantendo il posizionamento della Lombardia sui livelli delle migliori eccellenze europee nel campo tecnologico ed energetico. Il Piano si articola in “azioni verticali” a breve e medio termine e “azioni trasversali” a lungo termine. In totale sono 75 interventi.

AZIONI VERTICALI – Si tratta di 48 azioni suddivise in 5 ambiti, che prevedono un investimento pubblico di 900 milioni, in grado di attivare risorse per 2,2 miliardi e di comportare un risparmio di emissioni di CO2 che può andare da un minimo di 560.000 e un massimo di 840.000 tonnellate. I cinque ambiti riguardano:

* Mobilità (4 azioni, 114 milioni di risorse pubbliche e 264 milioni di investimento complessivo): incentivi per il rinnovo del parco mezzi degli enti pubblici, sostituzione di auto inquinanti, ecc.;
* Reti e infrastrutture (7 azioni, 179 milioni di risorse pubbliche e 411 milioni di investimento complessivo): reti di teleriscaldamento, risparmio energetico nella pubblica illuminazione, impianti per produrre energia da fonti rinnovabili, intermodalità, potenziamento delle reti stradali locali, ecc
* Imprese (15 azioni, 178 milioni di risorse pubbliche e 370 milioni di investimento complessivo): fondo di garanzia per l’efficienza energetica, nuovi impianti per l’erogazione del metano, progetti di ricerca industriale, interventi in agricoltura, ecc.
* Edifici (14 azioni, 257 milioni di risorse pubbliche e 979 milioni di investimento complessivo): pompe di calore, contabilizzazione del calore e sostituzione di impianti termici, impianti solari, ecc.
* Territorio (8 azioni, 167 milioni di risorse pubbliche e 198 milioni di investimento complessivo): energia da biomasse, foreste di pianura, sistemi verdi, ecc.

AZIONI TRASVERSALI – Sono 27 azioni suddivise in 7 ambiti: Enti Locali, Mobilità, Edifici, Territorio, Assorbimento CO2, Reti e infrastrutture, Imprese. Tra i principali interventi, oltre al Piano Casa recentemente entrato in vigore, semplificazione normativa per la diffusione della geotermia a bassa temperatura, definizione di criteri ambientali per gli acquisti delle Pubbliche Amministrazioni, nuovi criteri di progettazione per la realizzazione degli edifici, promozione della diffusione degli impianti a metano, interventi di forestazione e gestione delle aziende agricole, riforma del trasporto pubblico locale e investimenti in ricerca e sviluppo.

All’incontro hanno preso parte circa 80 esponenti del sistema lombardo, tra cui il neo presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella, quello uscente, Giuseppe Fontana e poi Diana Bracco, Salvatore Ligresti, Luciano Martucci (presidente IBM), Giuseppe Pasini (presidente Federacciai), Enrico Salza (presidente consiglio gestione di Intesa-San Paolo), Francesco Micheli, Benito Benedini, i vertici delle Camere di Commercio, delle associazioni datoriali e dei sindacati. Per la Giunta regionale hanno partecipato gli assessori Massimo Buscemi, Raffaele Cattaneo e Luca Daniel Ferrazzi.